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Per la globalizzazione dei diritti Di Luigi Angeletti

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La libertà di movimento è un diritto civile fondamentale. Ma fare in modo che la mobilità diventi effettivamente una dimensione di vita per chiunque, indipendentemente dal suo stato fisico o anagrafico, è una conquista faticosa. Non bastano mezzi, infrastrutture, leggi. Occorre qualche cosa in più, occorre un salto di mentalità e di cultura in tutta la collettività. Il ruolo delle imprese in questo contesto può essere davvero importante; su questa linea opera anche il Gruppo Fiat che da oltre otto anni, attraverso il programma Autonomy, realizza servizi e mezzi di trasporto individuali e collettivi destinati a chi ha ridotte capacità motorie e per favorire l’avvicinamento dei disabili all’automobile. Nella convinzione che garantire la mobilità a tutti sia non solo un grande obiettivo morale e civile, un traguardo al quale l’intera comunità deve puntare, ma anche un fondamentale presupposto per lo sviluppo economico e culturale della società moderna.
 
Fiat da tempo si dedica con impegno ed energia per progettare e realizzare soluzioni tecniche capaci di offrire a tutti la possibilità di usare senza limitazioni di sorta un mezzo di trasporto, sia esso individuale o collettivo. Attività che, tra l’altro, è perfettamente coerente con la più vera vocazione di un’impresa, la cui natura è quella di operare nel mercato e secondo logiche rigorosamente economiche per soddisfare i bisogni umani. E, dunque, per rispondere alle esigenze dei clienti. Di tutti i clienti, compresi disabili e anziani.

E’ seguendo questa logica che nel 1995 prendeva le mosse, in Fiat Auto, il programma “Autonomy”. Una scelta non casuale, ma basata sulla considerazione che della libertà di movimento l’automobile è lo strumento più duttile, perché privo di quelle barriere architettoniche che invece condizionano l’uso dei mezzi di trasporto collettivo. Senza contare le opportunità offerte dal progresso tecnologico, che mette a disposizione tutta una serie di apparecchiature ausiliarie sempre più adatte a sopperire ai diversi tipi di riduzione della capacità motoria. Sulla scorta di queste considerazioni, e grazie al supporto di alcune associazioni dei disabili e di operatori del settore, in Fiat Auto è stata creata una vera e propria piattaforma, cioè un’unità organizzativa responsabile dello sviluppo e del marketing di prodotti e servizi destinati alle persone con handicap. Ai servizi, anzi, è stata dedicata un’attenzione speciale, con la creazione dei Centri di Mobilità, strutture esterne che cooperano con le autorità pubbliche per agevolare il rilascio della patente speciale.

I Centri – che oggi sono 14 in Italia, 14 nel resto d’Europa e 3 in Brasile – svolgono test attitudinali e valutazione delle abilità psicomotorie, oltre a consulenze sulle più adeguate soluzioni tecniche per ogni persona, utilizzando strumenti particolarmente avanzati come i simulatori di guida. Del loro eccellente lavoro testimoniano le oltre mille persone che ogni anno in Europa si avvicinano a queste strutture. Risultati molto positivi, dunque, che apparivano tali già nel 1998, tanto da spingere l’Azienda ad estendere l’esperienza a tutto il Gruppo. Così da quel momento “Autonomy” è diventato un impegno che effettiaccomuna e coinvolge trasversalmente tutte le aziende Fiat che, direttamente o indirettamente, operano nel campo del trasporto di persone.

Vi sono coinvolte – guardando ai traguardi futuri della mobilità – anche le attività di ricerca tecnologica sviluppate, soprattutto, nei campi dell’ergonomia e dei sistemi di sicurezza. Tali attività di ricerca saranno parte integrante del lavoro delle piattaforme prodotto, cui è demandato il compito di realizzare strumenti di bordo più leggibili, sistemi di guida meno faticosi, pianali ribassati e tanto altro ancora, innovazioni utili per disabili e anziani come per tutti i clienti.Vi è infatti un buon numero di applicazioni tecniche studiate per gli anziani e i disabili che possono trasferirsi alla produzione per così dire standard con grandi vantaggi per tutti gli utenti. Certo, per garantire la mobilità non bastano mezzi adatti. C’è da risolvere tutta l’ampia e complessa questione dell’intermodalità e dell’eliminazione delle tante barriere che impediscono l’utilizzo di mezzi diversi. Ma affrontare una tale questione non è solo compito dell’industria.

Quello che l’industria può fare è predisporre le condizioni tecniche perché si possa effetti vamente passare dall’impiego di singoli mezzi di trasporto all’utilizzo, senza soluzione di continuità, di un sistema integrato di mezzi. E poi offrire la propria piena disponibilità a collaborare per studiare, capire e, soprattutto, “fare” con tutti coloro che, per responsabilità o per scelta, si occupano di questi temi.


I nuovi modelli
L’offerta di vetture e veicoli
commerciali per disabili è estesa
a tutti e tre i marchi, Fiat, Lancia e Alfa Romeo; infatti il programma Autonomy è ormai parte integrante delle politiche di Fiat Auto che, già in fase di ideazione dei nuovi modelli, progetta le proprie vetture in modo da renderle facilmente adattabili alle speciali attrezzature per la mobilità assistita. Un esempio sono le quattro vetture presentate in occasione dell’ultimo Motorshow di Bologna: la Fiat Panda 1.2 Dynamic, la Lancia Ipsilon 1.3 Multijet 16v con cambio Dual Function, la Fiat Idea 1.4 Dynamic e il Fiat Doblò 1.9 D dedicato al trasporto delle persone disabili. Sono tutte caratterizzate da grande abitabilità e ottima accessibilità, oltre ad essere equipaggiate con numerosi e importanti dispositivi che facilitano a tutti (ma in particolare ai disabili) le manovre di parcheggio, il cambio delle marce, l’apertura e chiusura delle porte, l’avviamento e la regolazione del sedile di guida.

Su queste vetture, come su tutte le altre della gamma Fiat, Alfa Romeo e Lancia, possono essere montati, infatti, speciali dispositivi come l’acceleratore elettronico a cerchiello, un dispositivo che trasforma l’acceleratore a pedale in comando al volante e il freno di servizio a lungo braccio, che trasforma l’azione frenante a pedale in comando manuale vicino al volante. E ancora: la porta laterale posteriore rototraslante elettrica, che permette di far entrare più facilmente la carrozzina tra i sedili anteriori e quelli posteriori della vettura e la frizione automatica elettronica che, tramite un interruttore posto sulla levacambio o il solo sfioramento della stessa, consente di cambiare marcia senza agire sul pedale della frizione.

I Centri di Mobilità in Italia e all’estero
Nei 14 Centri di Mobilità in Italia e nei 17 all’estero (14 in Europa e 3 in Brasile), il disabile è accompagnato nell’iter burocratico, legale e tecnico, oltre che in una prima “prevalutazione” dell’idoneità al conseguimento della patente speciale.

Merito delle tecnologie e degli strumenti più sofisticati messi a disposizione, quali il simulatore di guida, ma soprattutto dei tanti fisioterapisti, istruttori di guida e tecnici che operano in questi Centri a titolo completamente gratuito.

Tra l’altro in molti Centri – come Milano, Firenze e Bolzano – la Piattaforma Autonomy collabora direttamente con le Commissioni Mediche e gli Uffici della Motorizzazione Civile che completano il percorso per il rilascio dei certificati di idoneità.

Tra i tanti servizi offerti spicca quello promosso da Fiat Auto e Targarent. Infatti, a partire dal marzo 2003 anche le persone disabili possono noleggiare una vettura presso i principali aeroporti.

Piattaforma Autonomy di Fiat Auto ha realizzato un programma specifico con Targarent, società di noleggio del Gruppo, che mette a disposizione nei propri uffici in Italia nove Fiat Punto 1.2 Speedgear appositamente multiadattate con innovativi allestimenti. Basta prenotare il servizio attraverso il numero verde 800.980.100, oppure inviare una e-mail all’indirizzo: targarent.reservation@targasys.com.


 
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A cura della Redazione

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