La libertà di movimento è un diritto
civile fondamentale. Ma fare in modo che la mobilità diventi
effettivamente una dimensione di vita per chiunque, indipendentemente
dal suo stato fisico o anagrafico, è una conquista faticosa.
Non bastano mezzi, infrastrutture, leggi. Occorre qualche
cosa in più, occorre un salto di mentalità e di cultura
in tutta la collettività. Il ruolo delle imprese in questo
contesto può essere davvero importante; su questa linea
opera anche il Gruppo Fiat che da oltre otto anni, attraverso
il programma Autonomy, realizza servizi e mezzi di trasporto
individuali e collettivi destinati a chi ha ridotte capacità
motorie e per favorire l’avvicinamento dei disabili all’automobile.
Nella convinzione che garantire la mobilità a tutti sia
non solo un grande obiettivo morale e civile, un traguardo
al quale l’intera comunità deve puntare, ma anche un fondamentale
presupposto per lo sviluppo economico e culturale della
società moderna.
Fiat da tempo si dedica con
impegno ed energia per progettare e realizzare soluzioni
tecniche capaci di offrire a tutti la possibilità di usare
senza limitazioni di sorta un mezzo di trasporto, sia
esso individuale o collettivo. Attività che, tra l’altro,
è perfettamente coerente con la più vera vocazione di
un’impresa, la cui natura è quella di operare nel mercato
e secondo logiche rigorosamente economiche per soddisfare
i bisogni umani. E, dunque, per rispondere alle esigenze
dei clienti. Di tutti i clienti, compresi disabili e anziani.
E’ seguendo questa logica che nel 1995 prendeva le mosse,
in Fiat Auto, il programma “Autonomy”. Una scelta non
casuale, ma basata sulla considerazione che della libertà
di movimento l’automobile è lo strumento più duttile,
perché privo di quelle barriere architettoniche che invece
condizionano l’uso dei mezzi di trasporto collettivo.
Senza contare le opportunità offerte dal progresso tecnologico,
che mette a disposizione tutta una serie di apparecchiature
ausiliarie sempre più adatte a sopperire ai diversi tipi
di riduzione della capacità motoria. Sulla scorta di queste
considerazioni, e grazie al supporto di alcune associazioni
dei disabili e di operatori del settore, in Fiat Auto
è stata creata una vera e propria piattaforma, cioè un’unità
organizzativa responsabile dello sviluppo e del marketing
di prodotti e servizi destinati alle persone con handicap.
Ai servizi, anzi, è stata dedicata un’attenzione speciale,
con la creazione dei Centri di Mobilità, strutture esterne
che cooperano con le autorità pubbliche per agevolare
il rilascio della patente speciale.
I Centri – che oggi sono 14 in Italia, 14 nel resto d’Europa
e 3 in Brasile – svolgono test attitudinali e valutazione
delle abilità psicomotorie, oltre a consulenze sulle più
adeguate soluzioni tecniche per ogni persona, utilizzando
strumenti particolarmente avanzati come i simulatori di
guida. Del loro eccellente lavoro testimoniano le oltre
mille persone che ogni anno in Europa si avvicinano a
queste strutture. Risultati molto positivi, dunque, che
apparivano tali già nel 1998, tanto da spingere l’Azienda
ad estendere l’esperienza a tutto il Gruppo. Così da quel
momento “Autonomy” è diventato un impegno che effettiaccomuna
e coinvolge trasversalmente tutte le aziende Fiat che,
direttamente o indirettamente, operano nel campo del trasporto
di persone.
Vi sono coinvolte – guardando ai traguardi futuri della
mobilità – anche le attività di ricerca tecnologica sviluppate,
soprattutto, nei campi dell’ergonomia e dei sistemi di
sicurezza. Tali attività di ricerca saranno parte integrante
del lavoro delle piattaforme prodotto, cui è demandato
il compito di realizzare strumenti di bordo più leggibili,
sistemi di guida meno faticosi, pianali ribassati e tanto
altro ancora, innovazioni utili per disabili e anziani
come per tutti i clienti.Vi è infatti un buon numero di
applicazioni tecniche studiate per gli anziani e i disabili
che possono trasferirsi alla produzione per così dire
standard con grandi vantaggi per tutti gli utenti. Certo,
per garantire la mobilità non bastano mezzi adatti. C’è
da risolvere tutta l’ampia e complessa questione dell’intermodalità
e dell’eliminazione delle tante barriere che impediscono
l’utilizzo di mezzi diversi. Ma affrontare una tale questione
non è solo compito dell’industria.
Quello che l’industria può fare è predisporre le condizioni
tecniche perché si possa effetti vamente passare dall’impiego
di singoli mezzi di trasporto all’utilizzo, senza soluzione
di continuità, di un sistema integrato di mezzi. E poi
offrire la propria piena disponibilità a collaborare per
studiare, capire e, soprattutto, “fare” con tutti coloro
che, per responsabilità o per scelta, si occupano di questi
temi.
I nuovi modelli
L’offerta di vetture e veicoli
commerciali per disabili è estesa
a tutti e tre i marchi, Fiat, Lancia e Alfa Romeo; infatti
il programma Autonomy è ormai parte integrante delle politiche
di Fiat Auto che, già in fase di ideazione dei nuovi modelli,
progetta le proprie vetture in modo da renderle facilmente
adattabili alle speciali attrezzature per la mobilità
assistita. Un esempio sono le quattro vetture presentate
in occasione dell’ultimo Motorshow di Bologna: la Fiat
Panda 1.2 Dynamic, la Lancia Ipsilon 1.3 Multijet 16v
con cambio Dual Function, la Fiat Idea 1.4 Dynamic e il
Fiat Doblò 1.9 D dedicato al trasporto delle persone disabili.
Sono tutte caratterizzate da grande abitabilità e ottima
accessibilità, oltre ad essere equipaggiate con numerosi
e importanti dispositivi che facilitano a tutti (ma in
particolare ai disabili) le manovre di parcheggio, il
cambio delle marce, l’apertura e chiusura delle porte,
l’avviamento e la regolazione del sedile di guida.
Su queste vetture, come su tutte le altre della gamma
Fiat, Alfa Romeo e Lancia, possono essere montati, infatti,
speciali dispositivi come l’acceleratore elettronico a
cerchiello, un dispositivo che trasforma l’acceleratore
a pedale in comando al volante e il freno di servizio
a lungo braccio, che trasforma l’azione frenante a pedale
in comando manuale vicino al volante. E ancora: la porta
laterale posteriore rototraslante elettrica, che permette
di far entrare più facilmente la carrozzina tra i sedili
anteriori e quelli posteriori della vettura e la frizione
automatica elettronica che, tramite un interruttore posto sulla levacambio o il solo
sfioramento della stessa, consente
di cambiare marcia senza
agire sul pedale della frizione.
I Centri di Mobilità in Italia e all’estero
Nei
14 Centri di Mobilità in Italia e nei 17 all’estero (14
in Europa e 3 in Brasile), il disabile è accompagnato
nell’iter burocratico, legale e tecnico, oltre che in
una prima “prevalutazione” dell’idoneità al conseguimento
della patente speciale.
Merito delle tecnologie e degli strumenti più sofisticati
messi a disposizione, quali il simulatore di guida, ma
soprattutto dei tanti fisioterapisti, istruttori di guida
e tecnici che operano in questi Centri a titolo completamente
gratuito.
Tra l’altro in molti Centri – come Milano, Firenze e Bolzano
– la Piattaforma Autonomy collabora direttamente con le
Commissioni Mediche e gli Uffici della Motorizzazione
Civile che completano il percorso per il rilascio dei
certificati di idoneità.
Tra i tanti servizi offerti spicca quello promosso da
Fiat Auto e Targarent. Infatti, a partire dal marzo 2003
anche le persone disabili possono noleggiare una vettura
presso i principali aeroporti.
Piattaforma Autonomy di Fiat Auto ha realizzato un programma
specifico con Targarent, società di noleggio del Gruppo,
che mette a disposizione nei propri uffici in Italia nove
Fiat Punto 1.2 Speedgear appositamente multiadattate con
innovativi allestimenti. Basta prenotare il servizio attraverso
il numero verde 800.980.100, oppure inviare una e-mail
all’indirizzo: targarent.reservation@targasys.com.