| Laricerca sulle cellule
staminali rappresenta una delle aree più innovative
ed importanti della scienza del XXI secolo. Sebbene
si tratti di una disciplina in fase iniziale di sviluppo,
è evidente che essa fornisca la prospettiva concreta
di potere in futuro riparare in maniera efficiente tessuti
danneggiati o malati con cellule nuove sane. Viene pertanto
aperta la prospettiva di poter riparare e recuperare
tessuti (quali ad esempio, il tessuto nervoso o il tessuto
miocardio) danneggiati in maniera irreparabile in seguito
a processi degenerativi acuti o cronici.
Tuttavia, prima di poter utilizzare queste cellule a
fini terapeutici è necessario realizzare un vasta quantità
di ricerche che ci consentano di meglio comprenderne
la biologia e la fisiologia. Ad esempio, è fondamentale
determinare il tipo e la quantità di cellule staminali
da infondere, così come sono da valutare la sede e le
modalità d’infusione. Inoltre, in alcuni casi potrebbero
essere utilizzate le cellule staminali endogene, mobilizzate
tramite alcuni agenti farmacologici, senza dover fare
ricorso all’isolamento e alla coltura ex vivo delle
cellule staminali. Tutto ciò, tuttavia, potrà essere
determinato solo attraverso ricerche condotte in maniera
rigorosa in centri specializzati sulla ricerca di laboratorio
e sulla ricerca clinica sulle cellule staminali.
In parallelo, un’altra serie di studi ha portato all’identificazione
nei tumori di cellule staminali tumorali, cioè di quelle
cellule che iniziano e mantengono il processo tumorale.
L’identificazione, la purificazione e lo studio delle
proprietà biologiche di queste cellule riveste un’importanza
fondamentale nello studio delle neoplasie e dovrebbe
consentire di sviluppare delle terapie più efficaci
per combattere i tumori. Infatti la possibilità di sradicare
completamente un tumore dipende dalla possibilità di
eliminare completamente le cellule staminali tumorali.
Le terapie cellulari, cioè quelle terapie realizzate
utilizzando elementi cellulari originati dal corpo umano
e coltivati in vitro in condizioni appropriate, rappresentano
una nuova frontiera della ricerca biomedica.
La terapia con cellule staminali rappresenta una delle
possibili forme di terapie cellulari. Altre forme di
terapie cellulari basate sull’utilizzo di cellule non
staminali, quali ad esempio vari tipi di cellule linfoidi
o dendritiche, trovano importanti applicazioni in studi
sperimentali di terapia dei tumori o di altre condizioni
morbose.
NASCITA
DI UN LABORATORIO INTERDISCIPLINARE SULLE CELLULE STAMINALI
E TERAPIE CELLULARI PRESSO L’UNIVERSITA’ CATTOLICA DEL
SACRO CUORE DI ROMA ::..
Lo sviluppo della ricerca sulle cellule staminali nel
mondo intero e la presenza presso l’Università Cattolica
del Sacro Cuore di Roma di competenze scientifiche specifiche
in questo settore hanno indotto la Direzione Scientifica
ed Amministrativa a promuovere lo sviluppo di un Laboratorio
Interdisciplinare sulle Cellule Staminali in sede. Questo
tipo di scelta, già effettuata presso le più prestigiose
strutture biomediche straniere ed in parte anche italiane,
ha l’indubbio vantaggio di promuovere e coordinare le
ricerche da svolgere in questo settore così promettente
della ricerca biomedica.
Il tipo di ricerche da svolgere e soprattutto la necessità
di locali particolari dedicati all’isolamento ed alla
coltura in vitro, se necessaria, delle cellule staminali
(Camera Bianca) impongono la creazione di una struttura
dedicata che corrisponda a tutti i requisiti previsti
dalla legislazione vigente in materia e che riceva omologazione
e certificazione per questo tipo di studi. Tuttavia,
come verrà descritto successivamente, la struttura di
ricerca in questione non si limita ad una semplice Camera
Bianca, con locali annessi, ma anche alla realizzazione
di una vasta area da destinare alla formazione di una
serie di laboratori dedicati alla ricerca sulle cellule
staminali e le terapie cellulari, il tutto raggruppato
in un’unica struttura.
L’idea di collocare i laboratori di ricerca vicino alla
Camera Bianca corrisponde all’idea di sviluppare un
Laboratorio che si occupi sia di ricerca di base che
di applicazioni concrete cliniche delle cellule staminali.
Nell’ottica di favorire uno sviluppo armonico ed il
più possibile interdisciplinare di questo laboratorio,
la Direzione ha deciso di affidarne il coordinamento
ad un esperto del settore, esterno al Policlinico Gemelli.
Un aspetto del tutto peculiare della ricerca sulle cellule
staminali consiste nella sua elevata pluridisciplinarità.
Praticamente tutti i settori della ricerca biomedica
sono potenzialmente coinvolti dalla ricerca sulle cellule
staminali. Storicamente molte delle ricerche sulle cellule
staminali sono iniziate da studi sull’origine delle
cellule del sangue e le cellule staminali emopoietiche
sono state le prime ad essere identificate. Le prime
procedure trapiantologiche basate sull’utilizzo delle
cellule staminali sono stati gli studi di trapianto
del midollo osseo. E’ pertanto evidente che un’area
di grande sviluppo sia a livello di ricerca che di applicazioni
cliniche sarà rappresentata dall’ematologia.
L’ambito ematologico riveste un ruolo importante anche
in settori di ricerca sulle cellule staminali non prettamente
ematologici, semplicemente perché uno dei tipi di cellule
utilizzabili a fini terapeutici sono le cellule staminali
del sangue. Basti pensare alle applicazioni nel settore
cardiologico nelle quali si cerca di sfruttare la capacità
“transdifferenziante” in vivo delle cellule staminali
emopoietiche in senso miocardico. Una seconda area di
ricerca biomedica direttamente coinvolto nelle ricerche
sulle cellule staminali è rappresentato dall’area ostetrico-ginecologica.
Innanzitutto bisogna tenere presente che oggi una delle
fonti più utilizzate di cellule staminali è rappresentata
dal sangue di cordone e presso l’Università Cattolica
del Sacro Cuore è già presente una Banca pienamente
funzionante di cellule staminali di sangue di cordone;
la presenza di questa struttura avrà ovviamente un’importanza
fondamentale anche per il futuro Laboratorio Interdisciplinare
sulle Cellule Staminali.
Un
secondo settore importante è potenzialmente rappresentato
da studi di terapia di malattie genetiche, ad esempio
studi da effettuare su malattie genetiche del sangue
quali la talassemia o la drepanocitosi, realizzabili
attraverso terapia genica da effettuare sulle cellule
staminali emopoietiche fetali. Un terzo settore importante
è rappresentato dagli studi sulle neoplasie ginecologiche
che possono trarre considerevoli benefici da studi di
caratterizzazione delle cellule staminali tumorali responsabili
della genesi di questi tumori o da studi d’immunoterapia
anti-tumorale specifica utilizzando ad esempio cellule
dendritiche “addestrate” in vitro a presentare alle
cellule del sistema immunitario antigeni di membrana
espressi dalle cellule tumorali, ma non da quelle normali.
Una terza area è rappresentata dalla cardiologia nella
quale si cerca fondamentalmente di verificare la possibilità
di rigenerare il tessuto miocardio danneggiato in seguito
ad insulto ipossico con cellule staminali/ progenitori
di varia origine. Questo settore, così come gli altri,
ha degli aspetti di ricerca di base (sviluppo di modelli
sperimentali per valutare i meccanismi di riparo ed
il possibile ruolo svolto in tale processo da cellule
staminali emopoietiche, mesenchimali o altre frazioni
di cellule progenitrici, e per determinare il ruolo
svolto dai progenitori endoteliali nei processi riparativi
e nell’evoluzione delle principali malattie cardiovascolari)
e di ricerca applicativa (valutare in trails clinici
appropriati il ruolo svolto dall’infusione di cellule
staminali di varia origine o dalla mobilizzazione delle
cellule staminali/ progenitori endogeni nella riparazione
post-infartuale o nella progressione della malattia
arterio-sclerotica).
Un quarto settore è rappresentato dall’area epato-gastro-enterologica
ove vari filoni di ricerca riconducono alla problematica
delle cellule staminali. Un filone di ricerca di base
verte alla identificazione delle cellule staminali del
tessuto epatico, con un possibile coinvolgimento in
questo fenomeno anche delle cellule staminali emopoietiche,
mentre il corrispondente filone di ricerca applicativa
verte sullo studio della valutazione dell’effetto di
popolazioni di cellule staminali emopoietiche o di cellule
staminali mesenchimali sulla rigenerazione epatica.
Un ulteriore settore di ricerca è rappresentato dall’identificazione
e caratterizzazione delle cellule staminali tumorali
nei tumori del tratto gastro-intestinale, con l’intento
specifico di potere derivare conoscenze da trasferire
a livello clinico per lo sviluppo di nuovi approcci
terapeutici. Una quinta area di ricerca si muove nell’ambito
della neurologia e neurochirurgia.
Una serie di studi recenti hanno considerevolmente accresciuto
l’interesse degli studiosi delle scienze neurologiche
per le cellule staminali. Infatti una notevole mole
di risultati sperimentali ha consentito di documentare
l’esistenza di cellule staminali neurali presenti a
livello del sistema nervoso centrale di individui umani
adulti: tali cellule possono essere identificate, isolate
e coltivate in vitro. Questi studi hanno consentito
d’intravedere la possibilità concreta di utilizzare
queste cellule al fine di rigenerare tessuto nervoso
danneggiato in seguito a processi degenerativi di varia
natura. Questi stessi studi sono stati estesi anche
ai tumori cerebrali consentendo l’identificazione delle
cellule tumorali staminali di alcuni di questi tumori.
La caratterizzazione delle proprietà biologiche (ad
esempio, analisi dello spettro di sensibilità ai chemioterapici
o a nuovi agenti antineoplastici in via di sviluppo)
delle cellule staminali dei tumori cerebrali potrebbe
avere un ruolo fondamentale per lo sviluppo di nuove
modalità di terapia di questi tumori, che sono notoriamente
resistenti alla maggior parte degli agenti chemioterapici.
Sempre nell’area neurologica, negli ultimi anni sono
state identificate le cellule staminali muscolari ed
esiste oggi la possibilità concreta di potere coltivare
queste cellule in vitro e di poterle manipolare geneticamente,
ad esempio nell’ottica di correggere difetti genetici
monogenici che sono alla base di numerose malattie invalidanti
del sistema muscolare.
Altri studi hanno anche suggerito una potenziale capacità
delle cellule emopoietiche staminali di migrare nel
tessuto muscolare e di transdifferenziare in una progenie
muscolo-scheletrica. Una sesta area biomedica che ha
applicazioni potenziali nel settore delle cellule staminali
è rappresentata dall’oculistica. Infatti studi recenti
hanno consentito l’identificazione delle cellule staminali
della cornea, localizzate nello strato basale del limbo.
Queste cellule possono essere amplificate in vitro in
condizioni di coltura idonee ed essere utilizzate a
scopo clinico per riparare tessuto corneale irrimediabilmente
danneggiato. Una settima area biomedica direttamente
implicata negli studi e nelle applicazioni cliniche
concrete con le cellule staminali è rappresentata dall’ortopedia.
Infatti, numerosi studi hanno mostrato che è possibile
isolare dal midollo osseo cellule staminali mesenchimali
che sono in grado di differenziare in vitro nelle varie
componenti del tessuto scheletrico, quali ad esempio
osteoblasti e condrociti. In molti modelli sperimentali
l’infusione delle cellule staminali mesenchimali ha
accelerato le riparazioni ossee ed ha consentito la
rigenerazione di tessuto cartilagineo irrimediabilmente
danneggiato. Questa breve carrellata sulle varie discipline
biomediche interessate alle cellule staminali testimonia
l’importanza dello sviluppo delle ricerche in questo
settore ed anche necessità assoluta di realizzazione
di una struttura che possa fornire un supporto fondamentale
per tutta l’attività clinica da condurre in questo settore.
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