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Copertina della rivista

Immagine: Facciata della casa dei risvegli

Immagine: Titolo Trenta ore per la Vita: 
bilancio di un’emozionante esperienza

Fin dall’inizio l’impegno dell’Associazione è andato oltre quello della raccolta fondi e si è rivolto alla promozione di una concreta cultura della solidarietà, attraverso la realizzazione di importanti campagne di informazione e sensibilizzazione volte a porre l’attenzione dell’opinione pubblica sui grandi mali che affliggono la nostra società in campo sanitario e sociale.





Sono trascorsi già quattordici anni dalla costituzione dell’Associazione da cui è nata “Trenta Ore per la Vita” che, ancora oggi, rappresenta l’unica esperienza in Italia di sensibilizzazione alla solidarietà e di raccolta fondi, promossa e organizzata da un’associazione non profit in favore di altre associazioni e organizzazioni di volontariato.
Eppure, a distanza di anni, guardandomi indietro, faccio ancora fatica a rendermi conto che si è veramente realizzato il sogno di quel gruppo di amici che, nel dare vita a questa associazione, si era proposto di realizzare i tanti piccoli sogni di persone, malati, familiari, medici e ricercatori, in attesa di speranze di guarigione, di mezzi e strutture adeguate. Persone che si sono rivolte a Trenta Ore per la Vita con fiducia, che di anno in anno hanno creduto nella concretezza e nella trasparenza del nostro modo di operare.
E’ sulla base di questa fiducia che la generosità dei donatori si è trasformata in residenze per pazienti sottoposti a terapie lontano da casa, servizi di trasporto per disabili, apparecchiature sofisticate per la diagnosi e lo studio di patologie gravi, ricerca sulle cause delle malattie e sulle migliori cure applicabili, poliambulatori, reparti d’ospedali.
Fin dall’inizio, però, l’impegno che ci siamo assunti è andato oltre quello della raccolta fondi. Consapevoli dell’importanza di veder realizzati specifici progetti di assistenza e ricerca ci siamo, quindi, impegnati nel promuovere una concreta cultura della solidarietà, realizzando importanti campagne di informazione e sensibilizzazione volte a porre l’attenzione dell’opinione pubblica sui grandi mali che affliggono la nostra società in campo sanitario e sociale.
L’Associazione ha affrontato problematiche inerenti malattie serie ed invalidanti come la sclerosi multipla, le leucemie, i tumori, le epilessie, handicap gravi, nefropatie, malattie rare, con particolare attenzione alle malattie che colpiscono l’infanzia; lo scopo è stato anche quello di dare il maggior numero di informazioni possibili ai malati e a chi ogni giorno deve combattere insieme a loro, cercando di condividerne le difficoltà e ricerca delle migliori cure possibili.

Foto di Andrea Enea scattata
il 13 novembre scorso a San
Gregorio di Catania, in
occasione dell'inaugurazione
delle due Case Famiglia
del VIS.
Foto di Andrea Enea scattata il 13 novembre scorso a San Gregorio di Catania, in occasione dell'inaugurazione delle due Case Famiglia del VIS.

Trenta Ore per la Vita non è una multinazionale della solidarietà, ma una associazione di persone che credono fermamente che l’attenzione verso le persone più indifese come malati, anziani, disabili, bambini si manifesta solo attraverso una vera capacità di amore per il prossimo.
In questi quattordici anni si sono realizzati oltre 700 progetti di assistenza e ricerca che sono la testimonianza concreta e riconoscibile, anche per mezzo delle targhe apposte negli ambulatori, nei reparti, sui pulmini per disabili, che permette di far sentire a tutti i donatori ogni progetto “anche un pò mio”. Di recente sono state intitolate a “Trenta Ore per la Vita” due Case Famiglia del VIS-Volontariato Internazionale per lo Sviluppo a San Gregorio di Catania ed è stato inaugurato un macchinario per la prevenzione della cecità infantile all’Ospedale Niguarda di Milano. Il mio augurio è di poter riuscire a scoprire presto altre targhe, ad inaugurare altre strutture intitolate a “Trenta Ore per la Vita”.
Suggerisco, a proposito, di visitare il nostro sito www.trentaore.org, dove è possibile trovare, alla sezione PROGETTI, ogni dettaglio su quelli realizzati e su quelli in via di realizzazione.

Una particolare edizione di Trenta Ore per la Vita è stata quella del 1997 che abbiamo voluto riservare a bambini e ragazzi con sindrome di Down o anche con handicap gravi. Le testimonianze di familiari e operatori sono state determinanti per far conoscere tante realtà difficili e per dare voce a chi non ha la capacità di poter esprimere la profondità dei propri pensieri e sentimenti. Con i fondi raccolti, poi, è stato possibile realizzare vari progetti insieme ad associazioni specializzate nella trisomia 21 come l’AGPD, l’AIPD, il CEPS, o associazioni di assistenza a malati gravi come la Sacra Famiglia di Milano, l’As.so.fa di Piacenza. Sempre in quell’anno, insieme alla Forep, abbiamo reso possibile la realizzazione di un centro di eccellenza per il trattamento chirurgico delle epilessie e sindromi correlate, presso l’IRCCS Neuromed di Pozzilli, in provincia d’Isernia, il primo nel centro-sud d’Italia.

Foto di Beatrice Giorgi. Lorella Cuccarini a
Goma, in Repubblica Democratica del
Congo, nel Centro Don Bosco di Ngangi,
durante il viaggio effettuato insieme al
VIS-Volontariato Internazionale per lo
Sviluppo.Foto di Beatrice Giorgi.
Lorella Cuccarini a Goma, in Repubblica Democratica del Congo, nel Centro Don Bosco di Ngangi, durante il viaggio effettuato insieme al VIS-Volontariato Internazionale per lo Sviluppo.
















Ogni edizione di Trenta Ore per la Vita è entrata a far parte di ognuno di noi, indimenticabile è stato il rapporto con i malati di sclerosi multipla, di leucemia, di tumore, che con tanto coraggio hanno accettato di raccontare la propria esperienza per dare una speranza a chi li stava ad ascoltare. Un’edizione più recente, anch’essa vissuta con particolare intensità, è stata quella dedicata a un’altra tematica difficile: lo stato di abbandono, di solitudine in cui vivono troppi anziani in Italia.
“Trenta Ore per la Vita 2004”, andato in onda per la prima volta su RAI DUE, ha permesso alla Comunità di Sant’Egidio di potenziare i centri operativi per l’assistenza domiciliare nelle città dove è già presente e farne sorgere di nuovi. Ma, soprattutto, abbiamo condiviso con la Comunità di Sant’Egidio la loro proposta di assistenza agli anziani, perché possano vivere con dignità nel proprio contesto di vita, senza dover rinunciare, nel momento in cui sono più deboli e vulnerabili, ai propri ricordi, alla propria identità, al rispetto di sé stessi.

Foto di Sonia Quaranta. Lucignano (AR), Casa Vacanze
''I Girasoli'' per i pazienti affetti da Sclerosi Multipla, progetto presentato
dall'AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla.Foto di Sonia Quaranta.
Lucignano (AR), Casa Vacanze "I Girasoli" per i pazienti affetti da Sclerosi Multipla, progetto presentato dall'AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
















Nel 2005, con il nostro libro di favole “Il mondo dei Contrari”, edito da RAI Eri e realizzato in collaborazione con il Segretariato Sociale RAI, Trenta Ore per la Vita ha voluto sottolineare la grave situazione dell’infanzia nel mondo. Il libro è una raccolta di dieci favole in cui ogni riferimento alla realtà non è per nulla casuale: dai bambini soldato, ai bambini di strada, dallo sfruttamento sessuale, a quello del lavoro minorile, ai viaggi della speranza; tutte situazioni di vita inverosimili causate dalla condizione di estrema povertà in cui sopravvive gran parte della popolazione mondiale. Ogni favola del libro è preceduta da un invito alla lettura scritto da personaggi del mondo della cultura, dello sport, dello spettacolo come Piero Angela, Paolo Bonolis, Laura Pausini, Alex Zanardi, Loretta Goggi, Marco Columbro, Isolde Kostner, Fabrizio Frizzi, Fiorello, Lorella Cuccarini, completata da un CD audio con le favole lette dai testimonial che hanno così voluto rimarcare il loro sostegno all’iniziativa. Al termine di ogni fiaba viene illustrata la storia vera che ha ispirato la fiaba stessa e che è stata presentata dal VIS-Volontariato Internazionale per lo Sviluppo.

Ed è proprio insieme al VIS-Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, l’ONG promossa dall’opera salesiana del Don Bosco Network, che, durante la manifestazione televisiva andata in onda su RAI DUE lo scorso settembre, sono stati presentati progetti dedicati al miglioramento delle condizioni di vita per ogni bambino sia in Italia, dove il 31 dicembre 2006 gli istituti per gli orfani e i senza famiglia hanno chiuso per legge, sia all’estero. Lorella Cuccarini, la nostra testimonial, per rendersi conto di persona delle reali situazioni di questi bambini, ha visitato le missioni salesiane in due paesi dove verranno realizzati i progetti presentati dal VIS: in Repubblica Democratica del Congo e in Sri Lanka, tornando ancora più motivata e tenacemente convinta che tutti i progetti debbano essere completati.

Foto di Beatrice Giorgi.
Lorella Cuccarini è nella
scuola del Centro Don Bosco
di Ngangi.Foto di Beatrice Giorgi.
Lorella Cuccarini è nella scuola del Centro Don Bosco di Ngangi.



























E’ cresciuta, in questi quattordici anni, l’Associazione Trenta Ore per la Vita, soprattutto in termini di fiducia per i risultati raggiunti, ma, dando uno sguardo al mondo che ci circonda, è cresciuta con noi anche la consapevolezza che viviamo in una società in cui si fa ogni giorno più profondo il divario tra chi produce e consuma ricchezza e chi resta ai margini della sopravvivenza, una società in cui i tre quarti dell’umanità sono abbandonati a sé stessi nell’affrontare il peso della solitudine, della violenza, di malattie gravi come di quelle a volte curabili. Trenta Ore per la Vita, oggi, non appartiene più solo a quel gruppo di amici che ha voluto mettersi alla prova per cercare di rendere questo mondo un poco migliore, è soprattutto di chi, in questi anni, ha voluto condividere lo stesso sogno facendo proprio il modello di partecipazione e di condivisione con il dolore e con la gioia di chi ci circonda, proposto dalla nostra Associazione.

Dopo tanti anni di questa emozionante esperienza al fianco della nostra infaticabile testimonial Lorella Cuccarini e degli altri soci, posso asserire, anche a nome loro, che è certamente molto più quello che in questi anni abbiamo ricevuto di quello che siamo riusciti a dare; che non ci siamo mai accontentati o inorgogliti dei risultati ottenuti, ma che semmai sono stati uno sprone per cercare di migliorare; che continueremo ad andare avanti, perché grande è il debito che abbiamo con chi, in questi anni, ha voluto ricambiare il nostro impegno con amicizia e affetto sincero.