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La Fibrosi Cistica
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La Fibrosi Cistica ::..

E’ una patologia di carattere genetico che colpisce con un’incidenza pari ad un portatore sano ogni 25 persone.

La malattia colpisce quindi un bambino ogni 2000/2500 nati vivi e vi è un’elevata possibilità che ne siano colpiti, in forma lieve, anche soggetti con una mutazione genetica poco diffusa e questo può causare una difficoltà di diagnosi.


Gli organi colpiti dalla Fibrosi Cistica : Polmoni – Pancreas – Fegato.

Nel polmone, il muco ostacola il passaggio dell'aria nei bronchi, provocando così una tosse cronica, la produzione di una quantità abnorme di catarro con conseguenti e ripetuti episodi di infezione respiratoria che nel tempo provocano l’insorgenza di infezioni batteriche di ceppo multi resistente che portano progressivamente la patologia a divenire grave ed irreversibile dando luogo ad un' invalidità permanente.
Quando l'ossigeno non raggiunge più i polmoni il malato arriva in fase terminale e viene trattato con ossigenoterapia e messo in lista d'attesa per un trapianto polmonare che può interessare anche il cuore.

Nel pancreas, gli enzimi non possono raggiungere l'intestino a causa dell'ostruzione causata dal muco dei dotti pancreatici; gli alimenti vengono digeriti solo in parte, quindi la crescita in altezza ed in peso è ridotta.
Alcuni pazienti hanno anche bisogno di essere alimentati artificialmente per via parenterale (in vena profonda) o per via enterale, tramite un’apertura praticata sullo stomaco e un tubo attraverso cui si somministrano alimenti.

Per quanto riguarda le conseguenze nel fegato, le stesse alterazioni possono interessare in alcuni casi anche le vie biliari, che vengono ostruite causando una cirrosi biliare.

In questa malattia viene prodotto un sudore con un'elevata concentrazione salina che interessa la cute.


La diagnosi
Il test del sudore è l’esame più importante per la diagnosi.
Non è una tecnica invasiva, in quanto si pongono degli elettrodi a contatto diretto con la cute nella zona dell'avambraccio del paziente (questi consentono di stimolare la secrezione sudorale attraverso una particolare sostanza, (pilocarpina), che verrà poi coperta con una carta assorbente ed un nastro di plastica.

Dopo mezz'ora, la carta assorbente viene rimossa e la concentrazione di sodio e cloro viene analizzata.
Durante i periodi dei grandi caldi, possono presentarsi dei gravi scompensi elettrolitici; il paziente è spesso soggetto ad una perdita eccessiva di sodio, cloro e potassio e in alcuni casi raggiunge la disidratazione grave che si può tradurre in edema cerebrale (coma) se non identificata in tempo.

Per questo motivo è assolutamente indispensabile una preventiva ed adeguata supplementazione giornaliera di sale o integratori salini, nel periodo che va dai primi caldi fino a fine settembre e qualche volta anche oltre, se il periodo caldo è prolungato.
Non sempre l'esame risulta attendibile già dal primo test per cui si tende a ripeterlo per una certezza di diagnosi.
Nei casi in cui il test del sudore non è risolutivo si passa all'analisi delle mutazioni del gene CFTR su DNA estratto da cellule del sangue.


Perché un bambino nasce affetto da Fibrosi Cistica
Data l’elevata incidenza (1/25) dei portatori sani del gene della fibrosi cistica hanno una probabilità su quattro (1/4) per ogni gravidanza di generare un figlio malato.

Il gene mutato della fibrosi cistica CFTR (nome scientifico: Cystic Fibrosis Trasmembrane Regulator) è situato sul braccio lungo del cromosoma 7.
La sua recente scoperta risale all’anno 1989 ed è stato chiamato CFTR perché codifica una proteina che funziona come canale di passaggio degli elettroliti (in particolare cloro) e acqua dall’interno all’esterno della membrana delle cellule epiteliali.

Da quando il gene è stato scoperto sono state identificate più di 1500 mutazioni che variano di frequenza rispetto alle popolazioni.
La più diffusa mutazione genetica è chiamata DF508, dove D sta per Deleted (cancellazione) F sta per Fenilalanina e 508 è la posizione sulla quale è situata la cancellazione dei dati della proteina.
Mutazioni diverse determinano diversa gravità della malattia perché diversa è l’entità del difetto che comportano nella proteina.


Sintomi
La sintomatologia correlata alla fibrosi cistica è variabile da individuo ad individuo e talvolta non sempre si presentano sintomi conclamati.
La forma più frequente di malattia è quella che vede interessati organi quali l’apparato digerente e quello respiratorio. Esistono però situazioni che in cui i sintomi dell’apparato respiratorio prevalgono su quelli intestinali e viceversa e questo dipende dal corredo genetico che il malato possiede rispetto al genotipo (tipo di mutazione genetica).

Il gene mutato, responsabile della fibrosi cistica è un gene definito recessivo: colui che lo eredita in singola copia non presenta alcun sintomo della malattia e viene definito portatore sano.

Quest’ultimo ignora di essere portatore e lo scopre solo nel momento in cui accoppiandosi ad un altro portatore, genera un figlio al quale viene diagnosticata una fibrosi cistica.




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