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Copertina della rivista

goccia d'acqua

 

 





I Risale al 1999 la scelta del Gruppo Sapio, azienda leader nella produzione e nella commercializzazione di gas tecnici, gas puri ed ultrapuri, di gas medicinali e servizi domiciliari, di investire su una iniziativa forte a livello nazionale, capace di attirare l’attenzione sul valore della ricerca scientifica e di essere al tempo stesso vetrina attraverso la quale giovani ricercatori potessero far conoscere il proprio lavoro. Nasceva allora il Premio NMR, divenuto poi Premio Sapio per la Ricerca Italiana.
Una scelta coerente con la mission dell’Azienda, da sempre impegnata nel settore dell’innovazione, perché i gas siano sempre di più un supporto alla qualità della vita e dell’ambiente.
La ricerca è quindi elemento che sottende tutta l’attività del Gruppo, che ha voluto mettersi a fianco di Università, Centri di Ricerca, Enti e Istituzioni, per dare vita ad una iniziativa, il Premio Sapio per la Ricerca Italiana, che è diventata ormai un appuntamento atteso dalla comunità scientifica. Questo nella convinzione che soltanto attraverso la collaborazione stretta e costante tra pubblico e privato sia possibile dare nuovo slancio alla ricerca nel nostro Paese, che soffre di un ritardo forte rispetto ad altre realtà in Europa e nel mondo, ma che grazie alla volontà di tutti può acquisire nuovo slancio e vigore, ed essere davvero volano della competitività del Sistema Italia.
L’impegno del Gruppo Sapio a favore della ricerca
Il Gruppo Sapio è convinto che l’attenzione al contesto sociale e la sensibilità per le tematiche che in esso si sviluppano siano fattori decisivi per consentire ad un’azienda di svolgere compiutamente il proprio ruolo di soggetto attivo nella società. Il know how sviluppato in 85 anni di attività di produzione, distribuzione ed utilizzo dei gas tecnici e medicinali è stato messo a di sposizione dei principali progetti italiani che vedono impegnati centri di ricerca e Università nello sviluppo di nuove tecnologie, in diversi settori. Tante le iniziative che sono state sviluppate dal Gruppo Sapio nel corso degli ultimi anni, per il miglioramento della qualità dell’ambiente e della vita.


Tecnologie e Servizi per la Sanità
Alla fine degli anni Ottanta, Sapio ha saputo raccogliere la sfida del nascente settore dell’Homecare costituendo SAPIO LIFE. Nata con l’obiettivo primo di potenziare il servizio di ossigenoterapia domiciliare, Sapio Life negli anni ha allargato la propria attività all’intero settore dell’assistenza domiciliare, sviluppando una serie di servizi integrati orientati all’ospedalizzazione domiciliare del malato, anche nei casi di terapie complesse e a lungo termine. E’ recentissima la costituzione di Life Cure, neonata società del Gruppo, creata ad hoc per svolgere servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) con interventi socio sanitari tempestivi coordinati e qualificati che prevedono la predisposizione di piani assistenziali individualizzati. Sapio Life mette a disposizione del paziente, direttamente a casa propria, le più avanzate apparecchiature per Ventilotarapia, Aero solterapia e Monitoraggio domiciliare; gli assicura servizi di Nutrizione Artificiale Domiciliare (NAD) e gli garantisce la fornitura di Ausili Terapeutici per la riabilitazione motoria. La progettazione e realizzazione di impiantistica per lo stoccaggio e distribuzione dei gas medicinali nelle unità ospedaliere e l’attività svolta nel settore della Criobiologia completano il pacchetto di servizi svolti.


graficaIceclean
Tecnologia, brevettata dal Gruppo Sapio, che trova applicazione nel settore dell’edilizia storica, dei beni artistici, architettonici e archeologici. Con l’autorizzazione della Soprinte ndenza ai Beni Archeologici del Veneto, del Friuli e del Lazio e con la consulenza tecnologica di esperti del settore, il Gruppo Sapio ha trattato con la tecnologia dell’Iceclean (evoluzione della già nota criosabbiatura per utilizzo industriale) litotipi naturali compatti, quali marmi, graniti, pietre e mosaici che “abitano” il Museo Paleocristiano di Aquileia, il Duomo di Udine, Venezia e alcuni Siti Archeologici romani.

Greencaps
Brevetto di proprietà del Gruppo Sapio relativo a miscele gassose utilizzate per il gonfiaggio dei pneumatici di veicoli da competizione. I pneumatici gonfiati con tale miscela, grazie all’alta capacità di trasferimento termico, raggiungono ottimi risultati dal punto di vista della loro durata e assicurano miglioramenti in termini di performance.

Carbocis
Tecnologia che prevede l’addizione di anidride carbonica al latte, per ottimizzare il processo di caseificazione di latte vaccino.

Bio2Remediation®
Processo di recupero di bacini idrici inquinati, finalizzato al ripristino della naturale capacità di biodepurazione, grazie al corretto inoculo di ossigeno.
E’ stata applicata con successo nella laguna di Orbetello, nella laguna di Venezia e presso l’Arsenale di Venezia.

Murano2
Progetto per la conversione ad ossicombustione dei forni fusori da vetro, del distretto vetrario di Murano. Il progetto è cofinanziato insieme al Comune di Venezia.

FoodNetXChange
Progetto di sviluppo di una nuova piattaforma logistica intermodale per la distribuzione, in atmosfera modificata, di prodotti agro-alimentari di qualità. Obiettivo del progetto, realizzato dal consorzio Foonet (di cui Sapio è fondatrice) e finanziato dal MIUR, è la riduzione della complessità, dei costi e delle emissioni inquinanti, prodotte dal trasporto.


Progetto per Torino
Realizzazione del primo bus a celle a combustibile e della relativa stazione di rifornimento. Nell’ambito dell’ATI costituita per l’occasione, Sapio ha curato la realizzazione del sistema di idrogeno a bordo del bus ed ha realizzato e gestito la stazione di rifornimento.

HySy_Lab
Sempre a Torino, è stata cofinanziata la realizzazione del primo centro tecnologico di eccellenza per la sperimentazione delle tecnologie basate sul vettore energetico idrogeno.

Zero Regio
Progetto finanziato dalla Commissione Europa, nell’ambito del VI Programma Quadro, per la realizzazione di stazioni di rifornimento multicombustibile (Mantova e Francoforte) con distribuzione di idrogeno e la gestione di miniflotte di autovetture con fuel cell alimentate ad idrogeno. Compito di Sapio è stata la realizzazione dell’area idrogeno nella stazione di rifornimento inaugurata a Mantova nel settembre 2007.

Progetto per Arezzo
Progetto finanziato dalla Regione Toscana per la realizzazione di una rete di distribuzione di idrogeno in tubazione, in grado di rifornire i produttori del distretto orafo di San Zeno, per le loro esigenze produttive e per l’alimentazione di unità CHP a fuel cell da 5 kW.

Hydrogen Park
Consorzio realizzato da diverse imprese presenti nel Porto di Marghera. Sapio, tra i fondatori del consorzio, ha ottenuto il finanziamento di due progetti. Il primo realizzerà un’unità di gassificazione di materiale organico per la produzione di “green hydrogen”.
Il secondo, simulerà il comportamento di flotte di mezzi alimentati ad idrogeno, realizzando un mini distributore di idrogeno e gestendo una flotta di mezzi a celle a combustibile.

CRS4
Presso il Centro di Ricerca Sardo, sarà realizzato un laboratorio per la sperimentazione delle tecnologie di produzione di energia elettrica da energia solare a concentrazione. Compito di Sapio è lo studio dell’utilizzo di elio gassoso, come fluido termovettore.


L’edizione 2007 del Premio Sapio
Qualificate Giornate di Studio e premiazione di ricerche significative nel campo della salute, dell’ambiente, delle nuove tecnologie fondamentali per il miglioramento della qualità della vita: questi sono gli elementi che contraddistinguono da sempre il Premio Sapio. Di grande interesse e spessore gli appuntamenti dell’edizione 2007 e le ricerche che hanno ricevuto l’ambito riconoscimento.


GIORNATA DI STUDIO ACQUA
12 ottobre 2007 - Università degli Studi La Sapienza, Roma
“H2O: gestione o conflitti?”

È stata l’Università “La Sapienza” ad ospitare l’evento di apertura dell’edizione 2007 del Premio Sapio per la Ricerca Italiana.
Sergio Urilli, Assessore alle politiche dell'agricoltura e dell'ambiente della Provincia di Roma ha ringraziato il Premio Sapio “che ha permesso di diffondere un tema di così stretta attualità e importanza. Esiste in primis un concreto problema di divulgazione delle informazioni: notizie come la morte ogni giorno di 5.000 bambini per mancanza di acqua o l’emigrazione di massa causata dalla costruzione di una diga in Cina non hanno l’eco pubblica che meritano”.
Salvaguardia e corretta gestione delle acque: un problema di quantità?
I cambiamenti climatici sono oggetto di importanti studi per stabilire il loro impatto sull’utilizzo delle risorse idriche. Ciò che preoccupa è soprattutto la possibilità che si possa verificare, a causa di una diminuzione delle precipitazioni, una scarsità di acqua tale da creare difficoltà di approvvigionamento, in particolare per l’agricoltura, e quindi una difficoltà di gestione della risorsa. In base ad uno studio realizzato dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR, insieme all’Istituto di Fisica Generale Applicata dell’Università di Milano (Brunetti M., Maugeri M., Nanni T., Andamento dell'intensità delle precipitazioni giornaliere e della frequenza di eventi precipitativi estremi in Italia negli ultimi 120 anni), in l’Italia, per gli ultimi 120 anni, oltre a una lieve diminuzione delle precipitazioni totali, si è osservato un chiaro segnale verso una forte diminuzione del numero di giorni piovosi al quale è associata una significativa crescita dell’intensità.
Il miglioramento della conoscenza sulla variazione delle precipitazioni è fondamentale per una migliore previsione dei cambiamenti in corso nel ciclo dell'acqua: in particolare i Gestori delle reti idriche, gli enti che sono chiamati a gestire le situazioni di crisi (Protezione Civile) o che svolgono attività di monitoraggio (ARPA, Regioni, Province), necessitano di una attenta valutazione sulla vulnerabilità dei sistemi idrologici ed idrogeologici per poter affrontare in maniera efficace situazioni di deficit idrico, di sovrasfruttamento della risorsa e per programmare interventi per la sicurezza della popolazione. Perché, come ha sottolineato Paola Pagliara, Responsabile del Servizio Rischio Idrogeologico, Idraulico ed Idrico del Dipartimentro Nazionale della Protezione Civile, “è molto difficile prevenire le crisi idriche: l’attendibilità delle previsioni delle precipitazioni a 3 mesi è meno del 50%”.
Sulla situazione distributiva italiana è intervenuto Giancarlo D'Alessandro, Assessore alle Politiche dei Lavori pubblici, Indirizzi e Iniziative in materia di tutela dell'acqua del Comune di Roma: «Nel nostro Paese i problemi non derivano dalla quantità d’acqua ma dalle perdite nel sistema di distribuzione idrica. Negli ultimi anni sono avvenuti dei cambiamenti positivi: fino al 1994 in Italia erano presenti 12.000 diversi gestori dell’acqua; oggi ne esistono 91. La gestione integrata del servizio idrico è in grado di dividere il territorio in modo ottimale. Attualmente il settore in cui si registrano maggiori sprechi è l’agricoltura: è necessario investire in sistemi di irrigazione che evitino di usare acqua potabile per irrigare».
L’incontro è stata un’importante occasione di confronto sulle questioni oggi cruciali relative ai modelli e agli strumenti di gestione della risorsa acqua, intorno alla quale, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, si scatenano conflitti devastanti, sui quali c’è la necessità di agire in modo efficace, a livello internazionale. Ha spiegato Guido Santini, Funzionario Tecnico FAO – Unità Gestione e Valorizzazione delle Acque: «La grande sfida è produrre di più con meno risorse: modernizzando l’irrigazione, favorendo l’equilibrio tra agricoltura in asciutto e irrigua, focalizzando i vari utilizzi dell’acqua per garantire la sicurezza alimentare».
Il problema dell’acqua come “bene comune” è stato ripreso anche da On. Tana De Zulueta, Vicepresidente della III Commissione Affari Esteri e Comunitari - Camera dei Deputati.
Il Convegno “H2O: gestione o conflitti?” è stato coordinato da Arnaldo D'Amico, Giornalista de La Repubblica.


GIORNATA DI STUDIO ECONOMIA ED ENERGIA
26 ottobre 2007 - Camera dei Deputati, Roma

Ambiente ed energia possono andare d’accordo? Può esistere un’economia competitiva e forte capace al tempo stesso di adottare regole di sostenibilità nei confronti dell’ambiente?
L’energia sostenibile può rappresentare una opportunità, per realizzare nuove modalità di sviluppo economico, di innovazione e di competitività?
A queste domande hanno cercato di dare una risposta gli studiosi ed esperti che hanno partecipato a Roma presso la Camera dei Deputati, alla seconda Giornata di Studio “Ambiente ed energia sostenibile: occasione di sviluppo dell’economia. Impatto socio-economico relativo all’introduzione di nuove modalità d’uso dell’energia”.
Sui finanziamenti alla ricerca è intervenuto Graziano Dragoni, Direttore Generale Fondazione Politecnico di Milano: «Sul fronte dei finanziamenti a progetti di ricerca, le tematiche energetiche ed ambientali sono ormai riconosciute come fondamentali in tutti i bandi di tipo sia europeo che nazionale. A livello europeo il settimo programma quadro (FP7) per la promozione della ricerca alloca alle tematiche energetiche, all’interno delle quali i sistemi ad energia rinnovabile giocano un ruolo di primo piano, il 10% circa del budget totale destinato ai progetti di cooperazione che ammonta a circa 32 miliardi di Euro nel periodo 2007-2013. A livello nazionale esiste la novità di Industria 2015, programma del governo che punta a costruire una struttura industriale italiana per la realizzazione di una serie di sistemi per uso industriale. Anche qui l’energia e gli aspetti ambientali ad essa connessi sono al centro dell’attenzione”.
Ha aggiunto Giorgio Palazzi, Direttore Dipartimento Tecnologie per l’Energia Fonti Rinnovabili e Risparmio Energetico – ENEA: «È molto difficile lavorare nel campo della ricerca, non c’è riconoscimento dal punto di vista finanziario e aziende come Sapio permettono di incrementare e promuovere la ricerca, che è l’elemento chiave per l’applicazione industriale». Palazzi ha ricordato come ENEA concentri i suoi sforzi di Ricerca & Sviluppo nella produzione di energia tramite l’uso del solare e delle biomasse, promuovendo al contempo l’efficienza energetica e lo sviluppo della cattura del CO2.
La necessità di superare l’attuale sistema energetico, basato su fonti “tradizionali” è stata espressa anche da Bruno Scrosati, Docente presso l’Università degli Studi di Roma "La Sapienza", Dipartimento di Chimica: «Un sistema energetico basato sui combustibili fossili non è più sostenibile per i previsti danni ambientali, per gli aumenti dei costi dovuti alla crescita della richiesta ed al calo delle risorse e per la dipendenza dai Paesi produttori di petrolio, destinato per il 30% alla quasi totalità (90%) del trasporto con veicoli con motori a combustione interna a bassa efficienza energetica. In tale ambito emerge il ruolo chiave dei sistemi elettrochimici ad alto rendimento energetico quali le batterie o le celle a combustibile.
Sulle conseguenze politico-economiche della produzione energetica è intervenuto Maurizio Mazzi, Segretario ICEF - International Court of the Environment Foundation, “organismo che si propone per statuto di istituire una Corte internazionale dell’ambiente e che potrà garantire nel futuro il rispetto delle regole internazionali in un settore delicatissimo e strategico quale è quello della tutela ambientale in relazione all’utilizzo sostenibile ed equo dell’energia sul pianeta”.
Sulle necessità di interventi non solo a livello internazionale e nazionale, ma anche a livello di enti locali, è intervenuta Annalisa Corrado, Direttore Tecnico Azzero Co2, progetto che si propone proprio di calare i principi del Protocollo di Kyoto nelle realtà locali, affinché gli enti pubblici possano adottare i principi alla base dell’utilizzo delle fonti rinnovabili.
Alla Giornata di Studio sono inoltre intervenuti: Cesare Marchetti, Senior Scientist IIASA Austria che ha introdotto il tema dell’uso dell’energia nucleare, Edgardo Curcio, Presidente Associ azione Italiana Economisti dell’Energia, Claudio Bertoli, Direttore Dipartimento Energia e Trasporti – CNR, Tullio Fanelli, Commissario Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, Dario Esposito, Assessore alle Politiche Ambientali e Agricole del Comune di Roma.
Ha moderato la Giornata Andrea Pamparana, Vicedirettore Tg5.


GIORNATA DI STUDIO ENERGIA, TRASPORTI E CLIMA
21 novembre 2007 – Joint Research Centre, Institute for Environment and Sustainability, Ispra

"Energia, Trasporti e Clima, il rapporto tra produzioni energetiche e modificazioni climatiche", questo il tema della terza Giornata di Studio.
Molte le esperienze e le attività di ricerca e sviluppo che si stanno svolgendo in Italia, finalizzate a individuare e sperimentare nuovi modi di produrre e distribuire l’energia, attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili; uno di questi è l’“Agrienergia o Agricoltura Solare”, tema strategico che è stato affrontato nel corso della Giornata di Studio. I relatori Toufic El Asmar e Ugo Bardi dell’ASPO - Association for the Study of Peak Oil & Gas Italian Section Italia, hanno proposto «una espansione del concetto di agricoltura che tiene conto delle nuove tecnologie sviluppate negli ultimi anni per sfruttare l’energia proveniente dal sole. Il sole ci fornisce tutti i giorni una quantità di energia pari a oltre 10 mila volte quella che produciamo con i combustibili fossili. Le nuove tecnologie rinnovabili (fotovoltaico, eolico e altre) sono in grado di trasformare la luce solare fornendo energia abbondante a tutta l’umanità sfruttando solo una minima parte (meno dell’1%) della superficie del nostro pianeta. In tale contesto e grazie al Sesto Programma Quadro dell’UE, è possibile rendere il mondo agricolo e rurale completamente indipendente dai combustibili fossili, capace di produrre per propri usi e vendere al mondo urbano circostante, energia 100% pulita e rinnovabile”.
Importante anche il riutilizzo dei rifiuti per la produzione energetica, come illustrato da Gabriele Migliavacca - Ricercatore Senior Stazione Sperimentale per i Combustibili – San Donato Milanese: «Ciò che rende i materiali di scarto particolarmente interessanti come combustibili è il fatto che essi spesso contengono una significativa quantità di materiali combustibili: la composizione media in Europa dei rifiuti da imballaggio è costituita per quasi il 70% di legno, plastica e carta, che sono tutti materiali dalle buone caratteristiche combustibili. In Italia la quantità totale di rifiuti avviata al recupero energetico assomma a circa 2,7 Mt, a partire da una produzione complessiva di circa 130 Mt di rifiuti urbani e industriali: questi 2 milioni e settecentomila tonnellate di rifiuti sono principalmente costituiti da legno e residui di carta, ma anche i rifiuti agricoli hanno un apporto considerevole e ne risultano complessivamente 50 mila TJ di energia disponibile. Il contributo dei combustibili secondari, nonostante il suo piccolo ammontare nei confronti del sistema energetico nel suo complesso, può comunque giocare un ruolo non trascurabile nella situazione attuale, ruolo destinato a crescere di importanza nei futuri scenari.
Questi gli altri qualificati relatori del Convegno: Paolo Lauriola, ISDE - International Society of Doctors for the Environment Direttore Struttura Tematica di Epidemiologia Ambientale, ARPA Emilia Romagna; Nicola Romeo, Docente presso la Facoltà di Scienze MM. FF. NN., Università degli Studi di Parma; Alberto Rota, Docente presso il Politecnico di Milano, Dipartimento di Energetica; Vincent Mahieu, Unità Trasporto e Qualità dell’Aria, Joint Research Centre; Gabriele Masera, Ricercatore Senior Department of Building, Environment, Sciences and Technology, Politecnico di Milano; Raffaele Tiscar, Direttore Generale Reti e Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo sostenibile della Regione Lombardia; Giovanni De Santi, Direttore Unità Trasporto e Qualità dell’Aria, Joint Research Centre.


GIORNATA DI STUDIO BIOTECNOLOGIE
23 novembre 2007 – Dipartimento di Biotecnologie DIBIT HSR, Milano

Alla quarta Giornata di Studio sono intervenuti tra i più autorevoli esponenti della ricerca italiana e internazionale, che hanno illustrato le prospettive e le potenzialità delle cellule staminali nella terapia delle malattie degenerative.
Il Convegno “Stem Cell Research and Clinical Application”, è stato aperto dall’Ing. Pasquale De Blasio CEO della BioRep che ha introdotto gli obiettivi del convegno e illustrato l’importanza delle Biobanche per l’utilizzo delle Cellule Staminali nella ricerca e nella clinica. Nella sua “Lezione magistrale” Anne-Catherine Bachoud-Levi, Centre de Référence CHU Henri Mondor, Creteil Institute, Francia, ha illustrato le prospettive della Terapia Cellulare nei trapianti su pazienti con malattie neurodegenerative.
Il convegno ha affrontato poi il tema delle applicazioni cliniche con cellule staminali, e in particolare: Graziella Pellegrini, direttrice del Laboratorio del Centro Regionale di Ricerca sulle Cellule Staminali Epiteliali della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, ha illustrato le applicazioni sul trapianto della cornea, con le quali ha dimostrato che il metodo di coltura delle cellule staminali epiteliali prelevate dall'occhio sano del paziente e la loro applicazione clinica sono ormai una terapia vincente su patologie fino a poco tempo fa incurabili; Giulio Cossu dell’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, ha presentato i suoi studi relativi alla Distrofia Muscolare. Un recente lavoro del Prof. Cossu ha dimostrato in un modello di topo affetto da distrofia muscolare di Duchenne, che le cellule staminali isolate nel suo laboratorio sono state in grado di rigenerare le fibre muscolari compromesse dalla malattia. Ruggero De Maria dell’Isti tuto Superiore di Sanità, ha parlato delle sue ricerche, incentrate sull’utilizzo delle cellule staminali nella cura dei tumori; Gianvito Martino dell’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano ha illustrato i suoi studi sulle malattie neuroimmunologiche del sistema nervoso di tipo autoimmunitario (es. sclerosi multipla, miastenia grave, sindrome dell'uomo rigido) di cui si occupa da anni; Maurizio Pesce dell’Ospedale Cardiologico Monzino di Milano, ha discusso delle possibili applicazioni delle cellule staminali nella riparazione dell’infarto del miocardio.
 
Di notevole rilievo è stato l’intervento del Prof. Austin Smith, Direttore della Wellcome Trust Centre for Stem Cell Research all’Università di Cambridge (UK) che ha fatto il punto sulla ricerca e sulle prospettive terapeutiche con cellule staminali. Tra i realatori anche Elena Cattaneo dell’Università degli Studi di Milano, esperta per eccellenza sulla biologia di base delle cellule staminali neurali e progenitrici derivate dal cervello in fase di sviluppo; Yann Barrandon, (E.P.F.L.-Losanna CH) esperto mondiale nell’ambito della biologia di base delle cellule staminali in grado di ricostituire la pelle così come peli e capelli, che ha illustrato i risultati delle proprie ricerche in questo settore e Eugenio Parati dell’Istituto Neu rologico Carlo Besta di Milano, che ha presentato alcune ricerche sulle cellule staminali neuronali. Il Prof. Paolo Rebulla, direttore del Centro di Risorse Biologiche della Fondazione Ospedale Maggiore-Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena di Milano, che fa capo al Dipartimento Trasfusionale e di Riferimento per il Trapianto di Organi e Tessuti, la cui missione è raccogliere, caratterizzare, conservare e distribuire diversi materiali biologici a scopo di ricerca e per finalità terapeutiche, è intervenuto sulle problematiche della realizzazione e gestione di una Biobanca di Cellule Staminali del Cordone Ombelicale e sue evoluzioni nel settore pubblico.


La Giornata Conclusiva
Diversi luoghi prestigiosi hanno ospitato le Giornate conclusive del Premio nelle ultime edizioni: la Sala dei Presidenti del Senato della Repubblica - Palazzo Giustiniani a Roma nel 2004, la sede della Regione Lombardia nel 2005, la Sala Consiliare della Provincia di Venezia nel 2006.
La Giornata Conclusiva del Premio 2007 è stata ospitata dalla Provincia di Bari: nella Sala Consiliare del Palazzo della Provincia si è svolto mercoledì 5 dicembre l’evento a chiusura del Premio Sapio per la Ricerca Italiana 2007, nel corso del quale sono stati premiati gli studiosi che hanno presentato le ricerche più significative: cinque i premi complessivi, tre destinati a giovani ricercatori, uno a un ricercatore operante nel settore industriale, uno a un giornalista particolarmente impegnato nel campo della divulgazione a tutti i livelli.
L’incontro ha visto la partecipazione di: Onofrio Sisto, Vice-Presidente della Provincia di Bari; Michele Emiliano, Sindaco del Comune di Bari; Carlo Schilardi, Prefetto di Bari; Marco Sportelli, Presidente del Consiglio Provinciale di Bari; Domenico Lomelo, Assessore al Diritto allo Studio, Pubblica Istruzione e Ricerca Scientifica della Regione Puglia; Antonella Rinella, Assessore del Comune di Bari; Luigi di Pace, Vice Presidente della 
Sezione Terziario Innovativo e Comunicazione – Confindustria Bari e, per i promotori, Alberto Dossi, Maurizio Colombo e Massimo Cardaccia del Gruppo Sapio. Durante la cerimonia, a testimonianza del valore del Premio, sono stati consegnati ai promotori gli Alti Riconoscimenti del Presidente della Repubblica e del Presidente della Camera dei Deputati.


Le ricerche premiate
PREMI SAPIO JUNIOR
Debora Fino, Ricercatrice Universitaria presso il Politecnico di Torino.
Sara Grazia Maria Piccirillo, PhD 
student presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Serena Massolo, collaboratrice
presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale-Sezione Chimica Ana litica e Ambientale - Università di Genova.

PREMIO SAPIO INDUSTRIA
Gennaro De Michele, Ingegnere chimico, responsabile dell’Area Ricerche di Enel.

MENZIONE SPECIALE PER LA DIVULGAZIONE
Andrea Pamparana, Vice Direttore del Tg5.


Sintesi delle ricerche premiate

PREMI SAPIO JUNIOR

Scoperta di nanoparticelle secondarie da filtri per la rimozione del particolato Diesel ed in altri contesti applicativi.
Debora Fino, torinese, Ricercatrice Universitaria presso il Politecnico di Torino.
E’ assodato che respirare le polveri fini derivate dai gas di scarico può portare a gravi conseguenze per la salute, causando danni acuti e cronici al sistema polmonare e cardiocircolatorio. Ma ora scopriamo che sono altrettanto pericolose le nanoparticelle “emesse” da strumentazioni di uso quotidiano come stampanti o fotocopiatrici. Questo è quello che emerge da una ricerca realizzata dalla giovanissima ricercatrice italiana. Da un lato ci inquieta, perché scopriamo di essere quotidianamente e costantemente sottoposti a potenziali pericoli per il nostro benessere, dall’altro ci conforta perché ci trasmette una conoscenza fondamentale per poter individuare i possibili rimedi, le tecnologie necessarie ad arginare questo pericolo.
La dottoressa Fino che opera presso l’Università di Torino ci sottopone dati decisamente interessanti e inaspettati.
Fino ad oggi ci siamo preoccupati delle polveri fini senza tenere in considerazione il pericolo derivante dalle nanoparticelle.
Infatti, nella piena consapevolezza del rischio proveniente dalle cosiddette polveri fini vengono montati dei filtri anti-particolato (FAP) sulle vetture diesel proprio per abbatterle.
Questi, però, non sono così sicuri: periodicamente si rende necessaria la rigenerazione del filtro mediante combustione dell’accumulo di particolato; durante la rigenerazione del filtro vengono prodotte nanoparticelle secondarie potenzialmente ancora più dannose del particolato primario.
Gli approfondimenti seguiti ai risultati di questa ricerca permettono di affermare che la generazione di nanoparticelle avviene anche in molti altri contesti applicativi (stampanti, fotocopiatrici, sistemi energetici per celle a combustibile, stufe a legna, inceneritori,...).
Una scoperta decisiva, che porterà allo sviluppo di nuove tecnologie di filtrazione avanzate rispetto a quelle oggi applicate (trappole ceramiche a canali ciechi per il trattamento dei gas di scarico diesel) o addirittura a tutt’oggi ancora inesistenti.

Studio della variabilità della ventilazione oceanica profonda in relazione ai cambiamenti climatici mediante l'impiego di clorofluorocarburi.
Serena Massolo, genovese, titolare di contratto di collaborazione a progetto presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale-Sezione Chimica Analitica e Ambientale - Università di Genova.
La sua ricerca, di fondamentale rilevanza per le ricadute che essa ha in campo ambientale, ha permesso di conseguire importanti risultati nel settore dell’Oceanografica Chimica. In particolare si deve sottolineare che l’indagine costituisce una unicità nel panorama delle ricerche marine in Italia ed ha permesso di collocare in campo internazionale, il Gruppo di cui fa parte la dott.ssa Massolo tra quelli che stanno sviluppando le tematiche scientifiche più avanzate.
I risultati ottenuti, anche se ancora parziali, hanno infatti contribuito in modo molto significativo allo studio delle scale temporali e della variabilità dei processi di ventilazione nel Mare di Ross in Antartide. Il risultato è particolarmente importante in quanto questo Mare, insieme agli altri costituenti l’Oceano Antartico, svolge un ruolo di primo piano nella regolazione del clima a scala globale, per cui un approfondimento della sua conoscenza apporta un contributo essenziale alla tematica, oggi fondamentale, del “Global Change”.

Nuove strategie sperimentali di inibizione del potenziale tumorigenico di cellule staminali tumorali isolate da glioblastoma umano e sviluppo di molecole terapeutiche.
Sara Grazia Maria Piccirillo, milanese, PhD student presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Importante passo in avanti nella ricerca sui tumori cerebrali umani incurabili: scoperta una proteina in grado di inibire la proliferazione delle cellule staminali tumorali nel glioblastoma (GBM).
Un nuovo e importante strumento a disposizione dei ricercatori che consentirà di sviluppare differenti strategie terapeutiche mirate ad inibire la proliferazione delle cellule che generano il tumore e di trovare nuove cure per il glioblastoma.
La dottoressa Piccirillo mette a disposizione della comunità scientifica una ricerca fondamentale, punto di partenza per lo studio di nuove terapie contro il glioblastoma, una fra le neoplasie umane più maligne e dalla prognosi infausta.
L’obiettivo è stato l’identificazione di strategie terapeutiche volte ad inibire la proliferazione delle cellule staminali tumorali isolate da glioblastoma umano (GBM) dapprima in coltura ed in seguito nell’animale. In particolare, è stata identificata una proteina, bone morphogenetic protein 4 (BMP4) che è in grado di promuovere il differenziamento delle cellule staminali tumorali, riducendone drasticamente la malignità e inibendo nelle stesse la capacità di produrre il tumore.
Lo sviluppo di questo progetto ha permesso di definire quello che è stato universalmente riconosciuto, non solo dalla rivista Nature ma dalla stampa mondiale, un nuovo approccio capace di produrre efficaci modalità terapeutiche per i tumori cerebrali umani incurabili.


PREMIO SAPIO INDUSTRIA
Sviluppo e applicazione di nuovi processi e di nuove tecnologie per la generazione ecocompatibile di energia.
Gennaro de Michele, Responsabile dell’Area Ricerche Enel.
Una forte attenzione verso le problematiche ambientali, riflessa in una nuova visione dei processi di generazione elettrica in cui le applicazioni delle tecnologie della chimica hanno consentito di ridurre al minimo le emissioni di inquinanti e di valorizzare al meglio i sottoprodotti dei sistemi di generazione. Questo è ciò che emerge dal lavoro dell’Ing. Gennaro De Michele, responsabile della Ricerca Enel - che ha il suo quartiere generale a Pisa - a cui è stato consegnato il prestigioso PREMIO SAPIO INDUSTRIA.
L’Ing. Gennaro de Michele, in questi anni ha saputo organizzare la Ricerca Enel in campo termico e ambientale e promuovere la realizzazione di importanti laboratori e stazioni sperimentali oggi note in tutto il mondo. Ha infatti lanciato e condotto i principali progetti di ricerca strategica dell’Enel: il “Progetto Emissioni Zero”, volto a ridurre al minimo le emissioni degli impianti di generazione; il “Progetto Ceneri Doc”, teso a valorizzare tutti i residui della produzione termoelettrica; il “Progetto Diagnostica Precoce”, volto a prevenire il malfunzionamento degli impianti, con ricadute anche in campo medico e più recentemente, nell’ambito del Progetto Ambiente & Innovazione di Enel il “Progetto cattura e sequestro della CO2”; il “Progetto Archimede”, che prevede per la prima volta al mondo l’integrazione di una centrale solare a specchi con una centrale tradizionale; il “Progetto Idrogeno” dove un impianto innovativo sarà alimentato interamente con questo nuovo vettore energetico.


MENZIONE SPECIALE “DIVULGAZIONE SCIENTIFICA”
Andrea Pamparana, Vice Direttore del Tg5, riceve la Menzione Speciale per la Divulgazione, per l’impegno profuso a favore dell’informazione, di un giornalismo serio, fondato sulla capacità di analisi critica.

Giornalista, scrittore, regista, sceneggiatore, uomo di grande cultura da additare come esempio per aver scelto di improntare la sua vita, di uomo e di professionista, sulla conoscenza e sul sapere, affidando loro il valore che meritano.

Lavora nel gruppo Mediaset dal 1985, dove attualmente è vicedirettore del Tg5. Cura una rubrica da difensore civico che prende il nome da una sua celebre trasmissione in onda dal 1997 su RTL 102.5, ed intitolata "Indignato speciale". Collabora con il quotidiano "Il Tempo", per il quale è editorialista.
Negli anni di Tangentopoli era l'inviato al Palazzo di Giustizia di Milano, per poi raccontare tali vicende in una serie di libri editi da Mondadori e da Bietti, tra cui: "Gli impuniti. Storie di uomini di una giustizia di parte"; "Il processo Cusani"; “Cesare Romiti”. Sullo stesso argomento ha scritto e diretto il film Mani pulite.
Il suo esordio nella narrativa avviene nel 2003 col romanzo "I ragazzi di Pola", edito da Bietti. L'ultima fatica si intitola “Bernardo. Il chiostro e la strada” che chiude la trilogia di ritratti medievali (dopo "Benedetto. Padre di molti popoli" e “Abelardo. Ragione e passione”).
Da anni protagonista di spicco nel panorama dell’informazione nel nostro Paese, Andrea Pamparana rappresenta un esempio concreto di impegno, serietà, passione verso il mestiere di giornalista e di “divulgatore”. Portavoce di un giornalismo fondato sull’analisi, sulla capacità di leggere i fenomeni in modo approfondito e ragionato, Andrea Pamparana ha portato in questi anni il suo pubblico a valutare con autonomia, consapevolezza e senso critico le vicende del nostro Paese.
Come vicedirettore del Tg5 ha sempre dedicato una particolare attenzione alla
trattazione degli argomenti di carattere scientifico, sostenendo che sia necessario, alla luce della propria esperienza al vertice di un tg nazionale e popolare come il Tg5, dare sempre più spazio al dibattito scientifico.