E’
il secondo anno che la compagnia del “Superdiverso” va in scena…
Quello che è andato in scena nel maggio scorso al Teatro Greco
è il secondo spettacolo che vede protagonisti gli attori e i
danzatori del laboratorio teatrale integrato “Il Superdiverso”.
L’idea nasce dalla voglia di portare davanti al pubblico, in
maniera creativa, alcuni temi che mi stanno particolarmente
a cuore e sui quali si concentra il mio impegno quotidiano: il valore della
diversità, contro il concetto
comune di “normalità”, che spesso
è causa di discriminazioni e
pregiudizi.
Lo scorso anno abbiamo raccontato
la storia di “H”
Superdiverso, un disabile che a
40 anni fa un primo bilancio
della sua esistenza “diversa” perché
vissuta ad altezza “ombelico”
e con le ruote al posto dei
piedi. Tanti episodi, pezzi di vita,
esperienze, vanno a creare un’opera
teatrale particolare, capace
di intrattenere e al tempo stesso far
riflettere sul significato della diversità, come risorsa,
come ricchezza.
Il primo spettacolo si chiamava infatti “L’elogio
della diversità”… Si, anche nel titolo abbiamo voluto dichiarare
subito, con chiarezza, il punto di vista che riteniamo
fondamentale promuovere: la diversità deve essere conosciuta
e riconosciuta, in quanto caratteristica fondamentale
dell’essere umano. Diversità
significa ricchezza di esperienze,
di prospettive, di opportunità. E’
un concetto solo apparentemente
scontato; lo sa chi si
trova ogni giorno a dover combattere
contro piccoli e grandi
pregiudizi, e per far capire alle
stesse persone disabili che tanti
limiti possono essere superati,
se si ha la voglia di percorrere
strade “diverse”, di mettersi in
gioco.
Lo spettacolo di quest’anno si chiama “Superdiverso Art.
3”. Cosa significa? Questo nuovo lavoro prende spunto
dall’articolo 3 della Costituzione Italiana: “Tutti i
cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti
alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua,
di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali
e sociali”. Lo spettacolo racconta, con l’ausilio di installazioni
audiovisive, la storia di SD 417, detenuto in attesa di
giudizio, finito nei guai per la sua incapacità di percepire
le differenze e per i suoi tentativi di applicare alla
lettera l’articolo 3 della Costituzione. In scena la compagnia
che si è costituita nell’ambito delle attività del laboratorio
teatrale integrato “Superdiverso”, composta da 25 attori-danzatori
con e senza disabilità, di 5 diverse nazionalità e di
età compresa tra i 6 e i 70 anni. L’obiettivo dello spettacolo
e del laboratorio è la costituzione di una compagnia professionale
di teatro-danza, formata da attori e danzatori sia normodotati
sia portatori di handicap.
In che modo il teatro può aiutare a promuovere
una nuova cultura della diversità?
Il laboratorio teatrale integrato Superdiverso è nato
per consentire alla persona disabile di essere protagonista
come attore. Dobbiamo superare l’idea dell’attività teatrale
per disabili solo a scopo ricreativo e riconoscere pari
opportunità anche sul palcoscenico. La disabilità va vissuta
e considerata come un patrimonio e non come un limite.Gli
spettacoli del Superdiverso vogliono offrire un messaggio
nuovo sul piano culturale sia per il disabile che vuole
essere artista, sia per lo spettatore.