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Tecnologie per la disabilità: una società senza esclusi Di Lucio Stanca

Formazione oltre le barriere

Dalla disabilità
alla diversa abilità


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Premio Sapio per la Ricerca Italiana 2003





 
E’ il secondo anno che la compagnia del “Superdiverso” va in scena…
Quello che è andato in scena nel maggio scorso al Teatro Greco è il secondo spettacolo che vede protagonisti gli attori e i danzatori del laboratorio teatrale integrato “Il Superdiverso”. L’idea nasce dalla voglia di portare davanti al pubblico, in maniera creativa, alcuni temi che mi stanno particolarmente a cuore e sui quali si concentra il mio impegno quotidiano: il valore della diversità, contro il concetto comune di “normalità”, che spesso è causa di discriminazioni e pregiudizi. Lo scorso anno abbiamo raccontato la storia di “H” Superdiverso, un disabile che a 40 anni fa un primo bilancio della sua esistenza “diversa” perché vissuta ad altezza “ombelico” e con le ruote al posto dei piedi. Tanti episodi, pezzi di vita, esperienze, vanno a creare un’opera teatrale particolare, capace
di intrattenere e al tempo stesso far riflettere sul significato della diversità, come risorsa, come ricchezza.

Il primo spettacolo si chiamava infatti “L’elogio della diversità”…
Si, anche nel titolo abbiamo voluto dichiarare subito, con chiarezza, il punto di vista che riteniamo fondamentale promuovere: la diversità deve essere conosciuta e riconosciuta, in quanto caratteristica fondamentale dell’essere umano. Diversità significa ricchezza di esperienze, di prospettive, di opportunità. E’ un concetto solo apparentemente scontato; lo sa chi si trova ogni giorno a dover combattere contro piccoli e grandi pregiudizi, e per far capire alle stesse persone disabili che tanti limiti possono essere superati, se si ha la voglia di percorrere strade “diverse”, di mettersi in gioco.
Lo spettacolo di quest’anno si chiama “Superdiverso Art. 3”. Cosa significa? Questo nuovo lavoro prende spunto dall’articolo 3 della Costituzione Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Lo spettacolo racconta, con l’ausilio di installazioni audiovisive, la storia di SD 417, detenuto in attesa di giudizio, finito nei guai per la sua incapacità di percepire le differenze e per i suoi tentativi di applicare alla lettera l’articolo 3 della Costituzione. In scena la compagnia che si è costituita nell’ambito delle attività del laboratorio teatrale integrato “Superdiverso”, composta da 25 attori-danzatori con e senza disabilità, di 5 diverse nazionalità e di età compresa tra i 6 e i 70 anni. L’obiettivo dello spettacolo e del laboratorio è la costituzione di una compagnia professionale di teatro-danza, formata da attori e danzatori sia normodotati sia portatori di handicap.

In che modo il teatro può aiutare a promuovere una nuova cultura della diversità?
Il laboratorio teatrale integrato Superdiverso è nato per consentire alla persona disabile di essere protagonista come attore. Dobbiamo superare l’idea dell’attività teatrale per disabili solo a scopo ricreativo e riconoscere pari opportunità anche sul palcoscenico. La disabilità va vissuta e considerata come un patrimonio e non come un limite.Gli spettacoli del Superdiverso vogliono offrire un messaggio nuovo sul piano culturale sia per il disabile che vuole essere artista, sia per lo spettatore.
 
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