| L’incontro
è stata una occasione importante per fare il punto sulla
ricerca in Italia, per parlare di come possa essere
superato il limite rappresentato dagli scarsi investimenti
riservati nel nostro Paese a questo fondamentale settore.
Ad intervenire sull’argomento sono stati il Senatore
Riccardo Pedrizzi, Presidente della V Commissione Finanze
e Tesoro del Senato, l’On. Manlio Contento, Sottosegretario
all’Economia, Adriano De Maio - Rettore della LUISS
e Commissario Straordinario del C.N.R., Sergio Licheri
– Direttore Generale Istituto Superiore di Sanità, Maurizio
Colombo – Vicepresidente Gruppo Sapio e Presidente Sapio
Life, Alberto Dossi – Vicepresidente Gruppo Sapio e
Presidente Sapio Industrie, Narciso Salvo – Direttore
Generale Rapporti Istituzionali Federchimica, Francesco
De Angelis – Vicepresidente Società Chimica Italiana.
Il
nostro Paese mostra un livello estremamente basso della
spesa per Ricerca e Sviluppo effettuata dalle imprese.
Questo ha riflessi particolarmente negativi, se si considera
che l’attività di ricerca svolta dalle imprese è quella
più direttamente finalizzata all’applicazione in campo
industriale, ed ha quindi immediate ricadute in termini
di volume di attività e occupazione. Questi concetti,
espressi dal Sen. Pedrizzi durante l’incontro del 1
luglio in Senato, offrono spunti di riflessione molto
significativi e devono essere il punto di partenza per
un modo nuovo di concepire il ruolo della ricerca in
Italia. “La posizione dell’Italia - ha detto - appare
estremamente arretrata; solo Spagna, Grecia e Portogallo
si trovano a livelli inferiori. I Paesi nordici – principalmente
Svezia e Finlandia – mostrano livelli nettamente superiori
persino a Giappone e Stati Uniti che, notoriamente,
affidano alla ricerca industriale un ruolo trainante
del loro sistema nazionale della ricerca. Le risorse
umane nei settori della scienza e della tecnologia restano
concentrate in ambito pubblico, con pochi ricercatori
operanti nell’industria ed i collegamenti fra ricerca
scientifica e applicazioni industriali appaiono ancora
troppo deboli.
Occorre rendere più efficiente il sistema degli incentivi
pubblici alla ricerca privata e mettere in atto strumenti
quali gli sgravi di imposta e altri incentivi per indurre
le aziende ad aumentare gli investimenti in questo ambito”.
Ma anche nel campo della ricerca pubblica occorre fare
di più.“Vanno previsti – ha continuato il Sen. Pedrizzi
– investimenti nei salari e nelle condizioni di impiego,
per rendere la ricerca pubblica competitiva con impieghi
analoghi nel settore privato ed evitare che coloro i
quali scelgono di non seguire una carriera di ricerca
lo facciano non già per mancanza di capacità ma per
soli motivi economici”. Concetti sottolineati anche
dal Sottosegretario all’Economia, On. Manlio Contento.
“In una situazione economica non facile per l’Italia
- ha detto - è necessario trovare risorse per la ricerca,
perché senza ricerca un Paese è destinato ad invecchiare.
La soluzione è quella di creare strumenti normativi
finalizzati a favorire e ad agevolare le aziende che
fanno ricerca, che sono disposte ad investire in questo
fondamentale settore. Il Governo si sta muovendo in
questa direzione, soprattutto per introdurre detrazioni
fiscali”. Da tutti è stata ribadita la necessità di
una stretta sinergia tra pubblico e privato, di cui
il Premio Sapio rappresenta un concreto esempio, come
strumento innovativo ed efficace per promuovere la ricerca
in Italia. In particolare nell’ambito della sanità e
del sociale la collaborazione tra soggetti diversi,
ma tutti accomunati dall’obiettivo di offrire prestazioni
di qualità, può portare ad esperienze esemplari per
ciò che riguarda i servizi alla persona. Ne parliamo
con Maurizio Colombo, vice presidente del Gruppo Sapio
e presidente di Sapio Life, azienda del gruppo che opera
nel settore della sanità e con Sergio De Sanctis, Direttore
Marketing e Innovazione dell’Azienda.
Dott. Colombo, anche l’edizione 2003 del Premio
Sapio ha puntato i riflettori sull’importanza della
colla- borazione pubblico privato. Perché?
Nella giornata conclusiva dello scorso anno ci si è
opportunamente soffermati sull’importanza di una nuova
e più efficace modalità operativa di collaborazione
tra il mondo pubblico ed il settore privato, tra la
ricerca industriale e la ricerca di base. Oggi più che
mai questo tema richiede approfondimenti e soluzioni
innovative, con approcci privi di pregiudizi o limitazioni
aprioristiche. La sensazione che ricaviamo dall’azione
quotidiana, in particolar modo nel settore sanitario,
è che effettivamente si stanno presentando sullo scenario
delle novità, piccole, ma significative, tali da poterci
dichiarare ottimisti. Noi come Gruppo SAPIO siamo impegnati
alla continua ricerca di soluzioni operative e di tecnologie
in grado di offrire alla società che ci circonda una
migliore qualità della vita. Bisogna però superare gli
ostacoli tra culture differenti e creare le corrette
condizioni di dialogo tra aziende, università, scuola,
mondo della ricerca scientifica e pubblica amministrazione.
La ricerca in sanità. Quali sono oggi
gli ambiti di maggiore interesse?
Possiamo e dobbiamo affermare, con orgoglio, che in
questo settore esistono nel nostro Paese delle eccellenze
che hanno prodotto e continuano a produrre risultati
notevoli e di importanza internazionale. Ma, nel settore
della sanità, oltre alla ricerca tecnologica per lo
sviluppo di nuove terapie, nuovi farmaci e nuove attrezzature,
esiste anche una continua ricerca per la fornitura di
un migliore servizio per il paziente. Questa ricerca
pone grande attenzione anche agli aspetti sociali, che
hanno un importante ruolo nel percorso terapeutico e
non può essere condotta se non nell’ambito della concertazione
tra l’ambito pubblico e quello privato.
Si riferisce, ad esempio, all’assistenza
domiciliare…
Le potenzialità della domiciliarizzazione di alcune
terapie sono immense, così come notevoli sono i benefici
per il paziente, che può ricevere la cura nella sua
abitazione, tra i suoi cari, e non in ospedale. Ma per
poter domiciliare le terapie è necessaria un’attenta
valutazione di numerosi aspetti tra loro differenti,
aspetti tesi al superamento di ostacoli tecnologici,
logistici e a volte anche sociali o morali. Proprio
da protocolli sperimentali sviluppati congiuntamente
con le cliniche specialistiche e con le varie componenti
nel Servizio Sanitario Nazionale, oggi questa ricerca
è in grado di offrire soluzioni operative efficaci dal
punto di vista terapeutico ed efficienti per le finanze
pubbliche, spaziando in quasi tutti i settori della
medicina. Anzi: il vero obiettivo è di poter garantire
uno spettro continuo che possa offrire una migliore
qualità della vita all’utente che può essere un paziente,
una persona anziana o più semplicemente una persona
che solo temporaneamente richiede dei servizi di assistenza
domiciliare. Ma la collaborazione si sta allargando
anche sul fronte di nuovi servizi per la ricerca medica
di base.
Con prospettive fortemente innovative…
Certo. La tecnologia criogenica e la tecnologia dei
robot offrono oggi la possibilità di realizzare soluzioni
impiantistiche e gestionali innovative, ad elevata affidabilità
e sicurezza, per la gestione delle banche criogeniche
dedicate alla raccolta, stoccaggio e crescita di tessuti
e materiali biologici. Anche in questo caso, la ricerca
è focalizzata sui sistemi innovativi di gestione robotizzata
dei BioRepository e sulla nuova forma gestionale che
vede accomunate aziende private e centri di ricerca
pubblici di rinomanza mondiale. Dalla sinergia tra i
differenti attori nasce il valore aggiunto che permette
di offrire una soluzione integrata, efficace e garantita.
Con questi due piccoli esempi abbiamo voluto evidenziare
che la concertazione tra ricerca pubblica e ricerca
e sviluppo industriale è non solo possibile ed auspicabile
ma già trova significativi esempi. Bisogna continuare
su questa strada, chiedendo all’industria di interpretare
la propria missione come azienda etica ed al mondo della
pubblica amministrazione di imparare a raccogliere e
comprendere meglio le esigenze, specialmente in termini
temporali, che dettano i processi di sviluppo industriale.
Ing. De Sanctis, l’industria ha quindi una responsabilità
diretta nella ricerca di nuove tecnologie per il miglioramento
della qualità della vita?
Certo. Pensiamo ad esempio al settore “ambiente”. Negli
ultimi anni si assiste ad una sempre maggiore richiesta
di sviluppo tecnologico per la modifica dei processi
produttivi al fine di rispettare l’ambiente. Oggi, la
sfida è di garantire un futuro alle prossime generazioni
senza rinunciare ad uno sviluppo tecnologico che dovrà
essere compatibile con la biodiversità e con le esigenze
dell’ecosistema che ci circonda. Noi riteniamo che questa
sfida debba essere interpretata come una responsabilità
diretta per il mondo industriale che deve mettere a
disposizione del legislatore un investimento continuo
verso nuove tecnologie.
Voi siete impegnati in diversi settori…
I gas partecipano in ogni tipologia di attività merceologica,
sono elementi fondamentali per garantire la qualità
di ciò che mangiamo, dell’ambiente in cui viviamo, della
nostra stessa vita.Vengono utilizzati nell’industria
dell’acciaio, nell’industria meccanica, chimica, alimentare,
farmaceutica, elettronica, fino al campo medicale e
a quello della ricerca scientifica. Il Gruppo Sapio
fornisce prodotti, tecnologie, servizi mirati ad innalzare
qualitativamente il livello di sostenibilità ambientale,
in tutti i suoi aspetti: dallo sviluppo di avanzate
tecnologie affinché i processi industriali siano rispettosi
delle risorse naturali, allo studio dei migliori prodotti
finalizzati alla ricerca scientifica, alla individuazione
di ausili e servizi efficienti per le terapie domiciliari.
Il nostro costante lavoro di ricerca è finalizzato all’innovazione
e all’aggiornamento costante perché i gas siano sempre
di più un supporto alla qualità della vita e dell’ambiente.
Sempre promuovendo sinergie e collaborazioni…
Anche nei diversi autorevoli interventi che abbiamo
ascoltato durante l’incontro del 1 luglio in Senato
è stata sottolineata l’importanza del raccordo sempre
più stretto tra pubblico e privato, tra imprese e istituzioni.
Da tempo abbiamo fatto nostra questa esigenza, interpretando
il nostro essere azienda etica come un impegno a mettere
la nostra esperienza e le nostre risorse a servizio
dell’innovazione, affiancandoci a Enti, Istituzioni,
Università. Sono davvero tanti i progetti che stiamo
seguendo. Uno dei più importanti è quello che ci vede
in prima linea nello studio e nella sperimentazione
di tecnologie innovative finalizzate all’utilizzo dell’idrogeno
come vettore energetico. E il Premio Sapio rappresenta
un esempio di come può e deve essere promossa e valorizzata
la ricerca in Italia, attraverso la collaborazione,
il dialogo e lo scambio tra soggetti diversi, ma uniti
nell’obiettivo di qualificare e far crescere il nostro
Paese sotto il profilo economico, culturale, sociale.
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