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Premio Sapio per la Ricerca Italiana 2003





 
Il Premio Sapio per la Ricerca Italiana 2003 ha ricevuto un riconoscimento straordinario: la Cerimonia conclusiva con l’assegnazione dei sei prestigiosissimi premi è stata ospitata al Senato della Repubblica, nella solenne cornice della Sala dei Presidenti di Palazzo Giustiniani.

L’incontro è stata una occasione importante per fare il punto sulla ricerca in Italia, per parlare di come possa essere superato il limite rappresentato dagli scarsi investimenti riservati nel nostro Paese a questo fondamentale settore. Ad intervenire sull’argomento sono stati il Senatore Riccardo Pedrizzi, Presidente della V Commissione Finanze e Tesoro del Senato, l’On. Manlio Contento, Sottosegretario all’Economia, Adriano De Maio - Rettore della LUISS e Commissario Straordinario del C.N.R., Sergio Licheri – Direttore Generale Istituto Superiore di Sanità, Maurizio Colombo – Vicepresidente Gruppo Sapio e Presidente Sapio Life, Alberto Dossi – Vicepresidente Gruppo Sapio e Presidente Sapio Industrie, Narciso Salvo – Direttore Generale Rapporti Istituzionali Federchimica, Francesco De Angelis – Vicepresidente Società Chimica Italiana.

Il nostro Paese mostra un livello estremamente basso della spesa per Ricerca e Sviluppo effettuata dalle imprese. Questo ha riflessi particolarmente negativi, se si considera che l’attività di ricerca svolta dalle imprese è quella più direttamente finalizzata all’applicazione in campo industriale, ed ha quindi immediate ricadute in termini di volume di attività e occupazione. Questi concetti, espressi dal Sen. Pedrizzi durante l’incontro del 1 luglio in Senato, offrono spunti di riflessione molto significativi e devono essere il punto di partenza per un modo nuovo di concepire il ruolo della ricerca in Italia. “La posizione dell’Italia - ha detto - appare estremamente arretrata; solo Spagna, Grecia e Portogallo si trovano a livelli inferiori. I Paesi nordici – principalmente Svezia e Finlandia – mostrano livelli nettamente superiori persino a Giappone e Stati Uniti che, notoriamente, affidano alla ricerca industriale un ruolo trainante del loro sistema nazionale della ricerca. Le risorse umane nei settori della scienza e della tecnologia restano concentrate in ambito pubblico, con pochi ricercatori operanti nell’industria ed i collegamenti fra ricerca scientifica e applicazioni industriali appaiono ancora troppo deboli.

Occorre rendere più efficiente il sistema degli incentivi pubblici alla ricerca privata e mettere in atto strumenti quali gli sgravi di imposta e altri incentivi per indurre le aziende ad aumentare gli investimenti in questo ambito”. Ma anche nel campo della ricerca pubblica occorre fare di più.“Vanno previsti – ha continuato il Sen. Pedrizzi – investimenti nei salari e nelle condizioni di impiego, per rendere la ricerca pubblica competitiva con impieghi analoghi nel settore privato ed evitare che coloro i quali scelgono di non seguire una carriera di ricerca lo facciano non già per mancanza di capacità ma per soli motivi economici”. Concetti sottolineati anche dal Sottosegretario all’Economia, On. Manlio Contento. “In una situazione economica non facile per l’Italia - ha detto - è necessario trovare risorse per la ricerca, perché senza ricerca un Paese è destinato ad invecchiare.

La soluzione è quella di creare strumenti normativi finalizzati a favorire e ad agevolare le aziende che fanno ricerca, che sono disposte ad investire in questo fondamentale settore. Il Governo si sta muovendo in questa direzione, soprattutto per introdurre detrazioni fiscali”. Da tutti è stata ribadita la necessità di una stretta sinergia tra pubblico e privato, di cui il Premio Sapio rappresenta un concreto esempio, come strumento innovativo ed efficace per promuovere la ricerca in Italia. In particolare nell’ambito della sanità e del sociale la collaborazione tra soggetti diversi, ma tutti accomunati dall’obiettivo di offrire prestazioni di qualità, può portare ad esperienze esemplari per ciò che riguarda i servizi alla persona. Ne parliamo con Maurizio Colombo, vice presidente del Gruppo Sapio e presidente di Sapio Life, azienda del gruppo che opera nel settore della sanità e con Sergio De Sanctis, Direttore Marketing e Innovazione dell’Azienda.


Dott. Colombo, anche l’edizione 2003 del Premio Sapio ha puntato i riflettori sull’importanza della colla- borazione pubblico privato. Perché?
Nella giornata conclusiva dello scorso anno ci si è opportunamente soffermati sull’importanza di una nuova e più efficace modalità operativa di collaborazione tra il mondo pubblico ed il settore privato, tra la ricerca industriale e la ricerca di base. Oggi più che mai questo tema richiede approfondimenti e soluzioni innovative, con approcci privi di pregiudizi o limitazioni aprioristiche. La sensazione che ricaviamo dall’azione quotidiana, in particolar modo nel settore sanitario, è che effettivamente si stanno presentando sullo scenario delle novità, piccole, ma significative, tali da poterci dichiarare ottimisti. Noi come Gruppo SAPIO siamo impegnati alla continua ricerca di soluzioni operative e di tecnologie in grado di offrire alla società che ci circonda una migliore qualità della vita. Bisogna però superare gli ostacoli tra culture differenti e creare le corrette condizioni di dialogo tra aziende, università, scuola, mondo della ricerca scientifica e pubblica amministrazione.

La ricerca in sanità. Quali sono oggi gli ambiti di maggiore interesse?
Possiamo e dobbiamo affermare, con orgoglio, che in questo settore esistono nel nostro Paese delle eccellenze che hanno prodotto e continuano a produrre risultati notevoli e di importanza internazionale. Ma, nel settore della sanità, oltre alla ricerca tecnologica per lo sviluppo di nuove terapie, nuovi farmaci e nuove attrezzature, esiste anche una continua ricerca per la fornitura di un migliore servizio per il paziente. Questa ricerca pone grande attenzione anche agli aspetti sociali, che hanno un importante ruolo nel percorso terapeutico e non può essere condotta se non nell’ambito della concertazione tra l’ambito pubblico e quello privato.

Si riferisce, ad esempio, all’assistenza domiciliare…
Le potenzialità della domiciliarizzazione di alcune terapie sono immense, così come notevoli sono i benefici per il paziente, che può ricevere la cura nella sua abitazione, tra i suoi cari, e non in ospedale. Ma per poter domiciliare le terapie è necessaria un’attenta valutazione di numerosi aspetti tra loro differenti, aspetti tesi al superamento di ostacoli tecnologici, logistici e a volte anche sociali o morali. Proprio da protocolli sperimentali sviluppati congiuntamente con le cliniche specialistiche e con le varie componenti nel Servizio Sanitario Nazionale, oggi questa ricerca è in grado di offrire soluzioni operative efficaci dal punto di vista terapeutico ed efficienti per le finanze pubbliche, spaziando in quasi tutti i settori della medicina. Anzi: il vero obiettivo è di poter garantire uno spettro continuo che possa offrire una migliore qualità della vita all’utente che può essere un paziente, una persona anziana o più semplicemente una persona che solo temporaneamente richiede dei servizi di assistenza domiciliare. Ma la collaborazione si sta allargando anche sul fronte di nuovi servizi per la ricerca medica di base.

Con prospettive fortemente innovative…

Certo. La tecnologia criogenica e la tecnologia dei robot offrono oggi la possibilità di realizzare soluzioni impiantistiche e gestionali innovative, ad elevata affidabilità e sicurezza, per la gestione delle banche criogeniche dedicate alla raccolta, stoccaggio e crescita di tessuti e materiali biologici. Anche in questo caso, la ricerca è focalizzata sui sistemi innovativi di gestione robotizzata dei BioRepository e sulla nuova forma gestionale che vede accomunate aziende private e centri di ricerca pubblici di rinomanza mondiale. Dalla sinergia tra i differenti attori nasce il valore aggiunto che permette di offrire una soluzione integrata, efficace e garantita. Con questi due piccoli esempi abbiamo voluto evidenziare che la concertazione tra ricerca pubblica e ricerca e sviluppo industriale è non solo possibile ed auspicabile ma già trova significativi esempi. Bisogna continuare su questa strada, chiedendo all’industria di interpretare la propria missione come azienda etica ed al mondo della pubblica amministrazione di imparare a raccogliere e comprendere meglio le esigenze, specialmente in termini temporali, che dettano i processi di sviluppo industriale.

Ing. De Sanctis, l’industria ha quindi una responsabilità diretta nella ricerca di nuove tecnologie per il miglioramento della qualità della vita?

Certo. Pensiamo ad esempio al settore “ambiente”. Negli ultimi anni si assiste ad una sempre maggiore richiesta di sviluppo tecnologico per la modifica dei processi produttivi al fine di rispettare l’ambiente. Oggi, la sfida è di garantire un futuro alle prossime generazioni senza rinunciare ad uno sviluppo tecnologico che dovrà essere compatibile con la biodiversità e con le esigenze dell’ecosistema che ci circonda. Noi riteniamo che questa sfida debba essere interpretata come una responsabilità diretta per il mondo industriale che deve mettere a disposizione del legislatore un investimento continuo verso nuove tecnologie.

Voi siete impegnati in diversi settori…
I gas partecipano in ogni tipologia di attività merceologica, sono elementi fondamentali per garantire la qualità di ciò che mangiamo, dell’ambiente in cui viviamo, della nostra stessa vita.Vengono utilizzati nell’industria dell’acciaio, nell’industria meccanica, chimica, alimentare, farmaceutica, elettronica, fino al campo medicale e a quello della ricerca scientifica. Il Gruppo Sapio fornisce prodotti, tecnologie, servizi mirati ad innalzare qualitativamente il livello di sostenibilità ambientale, in tutti i suoi aspetti: dallo sviluppo di avanzate tecnologie affinché i processi industriali siano rispettosi delle risorse naturali, allo studio dei migliori prodotti finalizzati alla ricerca scientifica, alla individuazione di ausili e servizi efficienti per le terapie domiciliari. Il nostro costante lavoro di ricerca è finalizzato all’innovazione e all’aggiornamento costante perché i gas siano sempre di più un supporto alla qualità della vita e dell’ambiente.

Sempre promuovendo sinergie e collaborazioni…
Anche nei diversi autorevoli interventi che abbiamo ascoltato durante l’incontro del 1 luglio in Senato è stata sottolineata l’importanza del raccordo sempre più stretto tra pubblico e privato, tra imprese e istituzioni. Da tempo abbiamo fatto nostra questa esigenza, interpretando il nostro essere azienda etica come un impegno a mettere la nostra esperienza e le nostre risorse a servizio dell’innovazione, affiancandoci a Enti, Istituzioni, Università. Sono davvero tanti i progetti che stiamo seguendo. Uno dei più importanti è quello che ci vede in prima linea nello studio e nella sperimentazione di tecnologie innovative finalizzate all’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico. E il Premio Sapio rappresenta un esempio di come può e deve essere promossa e valorizzata la ricerca in Italia, attraverso la collaborazione, il dialogo e lo scambio tra soggetti diversi, ma uniti nell’obiettivo di qualificare e far crescere il nostro Paese sotto il profilo economico, culturale, sociale.

 
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Proponiamo alcune
dichiarazioni e un’intervista a

Maurizio Colombo

vice presidente del Gruppo SAPIO
e a
Sergio De Sanctis,

Direttore Marketing e
Innovazione dell’azienda.

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