| Andrea Lolli attore e autore
di teatro ha elogiato la consistenza della direzione
artistica, ma è rimasto colpito soprattutto dalla “reattività
al palcoscenico, più intensa di quella di molti professionisti:
una voglia di comunicare, una toccante autoironia e
una serenità nel mostrarsi, lontane dai modi esibizionistici
che di solito complicano il rapporto con il pubblico”.
Anche Renato Scarpa, il capo postino nell’ultima opera
di Massimo Troisi, ha espresso il suo entusiasmo nei
confronti della compagnia: “Mi sono sentito a casa:
per questi attori, come per me, il teatro è una terapia,
che permette di calarsi al centro dell’attenzione superando
paure e difficoltà, per il puro desiderio di dire qualcosa
che si è capita”.
Il gruppo, in continua crescita artistica e sociale,
è impegnato nella preparazione di un nuovo spettacolo.
Il soggetto del lavoro racconta la storia di una piccola
comunità che una mattina si risveglia improvvisamente
senza più sogni.
E’ a questo punto che si scatena la ricerca dei sogni
rubati, i personaggi si interrogano invano sul movente:
chi può rubare i sogni, i desideri, le fantasie della
gente e perché?
Esiste una risposta al disincanto? I “Fuori Contesto”
trasmettono con forza le loro emozioni, i loro messaggi
….. i loro sogni.
Vivono ogni giorno la loro diversità senza nascondersi,
offrono al pubblico la possibilità di scoprire nuovi
modi di comunicare, di ridere, di piangere.
Danza e teatro contro le barriere
Lo scorso 2 aprile presso il teatro Don Bosco di Roma
si è tenuto uno spettacolo di danza fuori dal comune.
La rappresentazione è stata messa in scena da due gruppi.
Il primo è formato da ballerini brasiliani arrivati
direttamente dalle favelas di Rio de Janeiro, con una
coreografia straordinaria nata dall ’ ispirazione della
psichiatra brasiliana Nise da Silveira.
Si tratta di un balletto ricco di emozioni che ha ricordato
a tutti gli anni difficili dei manicomi e le battaglie
dell’antipsichiatria.
Il secondo gruppo è composto da otto attori italianissimi,
provenienti dalla compagnia Fuori Contesto, il gruppo
teatrale integrato della Uildm sezione laziale.
Naturalmente, per trasformare attori in ballerini occorreva
una preparazione adeguata, e così, qualche giorno prima
dello spettacolo, sabato 28 e domenica 29 marzo, si
è tenuto un seminario condotto da Teresa Taquechel,
ballerina e coreografa della compagnia di danza integrata
Pulsar, di Rio de Janeiro. Gli scopi del seminario sono
stati quelli di imparare a conoscere il proprio corpo
e le sue possibilità attraverso tecniche di coscientizzazione,
contatto e improvvisazione, e preparare una breve performance
per lo spettacolo internazionale. Una prova dura ma
non impossibile per gli attori dei Fuori Contesto, ormai
abituati a prove estenuanti e a calcare le scene nei
modi più bizzarri. Il risultato dei due giorni d’intenso
lavoro è il balletto di teatro-danza “Respiri dell’acqua”.
La sensazione che il balletto intende trasmettere è
quella di assistere alla spinta di una bolla d’aria
che esce dall’acqua attraverso la percezione dello sforzo
della bolla insieme al suo impeto esplosivo. L’attenzione
viene incentrata su coppie di corpi che si scatenano
dentro grandi sacchi di licra elastica, intenti ad inventare
quel movimento, ad interpretare quello scambio di peso
col compagno, all’insegna dell’abbattimento di una prima
grande barriera: la propria.
Il frutto di questa singolare esperienza artistica è
stato una serata indimenticabile, come indimenticabili
erano gli occhi intensi ed emozionati della quasi protagonista
Maria Di Profio, attrice dei Fuori Contesto. Dopo una
breve presentazione, quando ormai la sala era gremita
di gente, si è aperto finalmente il sipario.
Buio in scena: un solo brusio spezzava il silenzio,
mentre si diffondeva la curiosità di vedere in quale
modo potesse ballare una persona disabile.
Curiosità svanita dopo pochi minuti e sovrastata da
altre emozioni, perché sul palco in quel momento non
c’erano persone disabili e persone non disabili, ma
c’erano ballerini. C’erano corpi che si muovevano in
modo flessuoso, fluido, proprio come è fluida l’acqua
che scorre attraverso i ruscelli, fatta di un’energia
che consente di trasmettere ad altri il proprio pensiero
e la propria volontà. C’era poesia quella sera sul palco,
c’erano delle mani che morbide seguivano strani itinerari
magici che hanno incantato tutti. Quando due mondi si
incontrano, si assiste ad una vera e propria esplosione
d’energia!
L’incontro di Teresa con i Fuori Contesto ha prodotto
qualcosa di unico: ha dimostrato che il concetto di
barriera è molto relativo e si può ottenere un risultato
grandioso in modi differenti. Quando si vuole comunicare
non ci sono difficoltà linguistiche di alcun tipo, perché
esiste una comunicazione non verbale, molto efficace:
quella corporea. Come risultato di quest’esperienza
una duplice integrazione: disabilità e non disabilità,
Italia e Brasile.
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