Sezioni Tematiche

Editoriale


Tecnologie per la disabilità: una società senza esclusi Di Lucio Stanca

Formazione oltre le barriere

Dalla disabilità
alla diversa abilità


Parliamo di...

Premio Sapio per la Ricerca Italiana 2003





 
Il gruppo teatrale integrato “Fuori Contesto” , dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare sezione laziale ONLUS, lavora dal 1999 per la promozione della condizione della disabilità fisica e mentale nel mondo del teatro. Il progetto è nato non con intenzioni pietistiche, ma per valorizzare e restituire dignità a differenti contributi interpretativi. Il laboratorio, diretto da una giovane regista formatasi come attrice nel teatro popolare sperimentale, ha il pregio di mettere in scena testi scritti ed interpretati dagli allievi stessi. I “Fuori Contesto” si sono esibiti in numerose occasioni sul territorio nazionale con notevole riscontro di critica e di pubblico. Significative sono le impressioni rilasciate da alcuni attori di professione che hanno seguito i loro spettacoli.

Andrea Lolli attore e autore di teatro ha elogiato la consistenza della direzione artistica, ma è rimasto colpito soprattutto dalla “reattività al palcoscenico, più intensa di quella di molti professionisti: una voglia di comunicare, una toccante autoironia e una serenità nel mostrarsi, lontane dai modi esibizionistici che di solito complicano il rapporto con il pubblico”. Anche Renato Scarpa, il capo postino nell’ultima opera di Massimo Troisi, ha espresso il suo entusiasmo nei confronti della compagnia: “Mi sono sentito a casa: per questi attori, come per me, il teatro è una terapia, che permette di calarsi al centro dell’attenzione superando paure e difficoltà, per il puro desiderio di dire qualcosa che si è capita”.

Il gruppo, in continua crescita artistica e sociale, è impegnato nella preparazione di un nuovo spettacolo. Il soggetto del lavoro racconta la storia di una piccola comunità che una mattina si risveglia improvvisamente senza più sogni.

E’ a questo punto che si scatena la ricerca dei sogni rubati, i personaggi si interrogano invano sul movente:
chi può rubare i sogni, i desideri, le fantasie della gente e perché?
Esiste una risposta al disincanto? I “Fuori Contesto” trasmettono con forza le loro emozioni, i loro messaggi ….. i loro sogni.
Vivono ogni giorno la loro diversità senza nascondersi, offrono al pubblico la possibilità di scoprire nuovi modi di comunicare, di ridere, di piangere.


Danza e teatro contro le barriere

Lo scorso 2 aprile presso il teatro Don Bosco di Roma si è tenuto uno spettacolo di danza fuori dal comune.

La rappresentazione è stata messa in scena da due gruppi. Il primo è formato da ballerini brasiliani arrivati direttamente dalle favelas di Rio de Janeiro, con una coreografia straordinaria nata dall ’ ispirazione della psichiatra brasiliana Nise da Silveira.

Si tratta di un balletto ricco di emozioni che ha ricordato a tutti gli anni difficili dei manicomi e le battaglie dell’antipsichiatria.

Il secondo gruppo è composto da otto attori italianissimi, provenienti dalla compagnia Fuori Contesto, il gruppo teatrale integrato della Uildm sezione laziale.
Naturalmente, per trasformare attori in ballerini occorreva una preparazione adeguata, e così, qualche giorno prima dello spettacolo, sabato 28 e domenica 29 marzo, si è tenuto un seminario condotto da Teresa Taquechel, ballerina e coreografa della compagnia di danza integrata Pulsar, di Rio de Janeiro. Gli scopi del seminario sono stati quelli di imparare a conoscere il proprio corpo e le sue possibilità attraverso tecniche di coscientizzazione, contatto e improvvisazione, e preparare una breve performance per lo spettacolo internazionale. Una prova dura ma non impossibile per gli attori dei Fuori Contesto, ormai abituati a prove estenuanti e a calcare le scene nei modi più bizzarri. Il risultato dei due giorni d’intenso lavoro è il balletto di teatro-danza “Respiri dell’acqua”.

La sensazione che il balletto intende trasmettere è quella di assistere alla spinta di una bolla d’aria che esce dall’acqua attraverso la percezione dello sforzo della bolla insieme al suo impeto esplosivo. L’attenzione viene incentrata su coppie di corpi che si scatenano dentro grandi sacchi di licra elastica, intenti ad inventare quel movimento, ad interpretare quello scambio di peso col compagno, all’insegna dell’abbattimento di una prima grande barriera: la propria.

Il frutto di questa singolare esperienza artistica è stato una serata indimenticabile, come indimenticabili erano gli occhi intensi ed emozionati della quasi protagonista Maria Di Profio, attrice dei Fuori Contesto. Dopo una breve presentazione, quando ormai la sala era gremita di gente, si è aperto finalmente il sipario.

Buio in scena: un solo brusio spezzava il silenzio, mentre si diffondeva la curiosità di vedere in quale modo potesse ballare una persona disabile.

Curiosità svanita dopo pochi minuti e sovrastata da altre emozioni, perché sul palco in quel momento non c’erano persone disabili e persone non disabili, ma c’erano ballerini. C’erano corpi che si muovevano in modo flessuoso, fluido, proprio come è fluida l’acqua che scorre attraverso i ruscelli, fatta di un’energia che consente di trasmettere ad altri il proprio pensiero e la propria volontà. C’era poesia quella sera sul palco, c’erano delle mani che morbide seguivano strani itinerari magici che hanno incantato tutti. Quando due mondi si incontrano, si assiste ad una vera e propria esplosione d’energia!

L’incontro di Teresa con i Fuori Contesto ha prodotto qualcosa di unico: ha dimostrato che il concetto di barriera è molto relativo e si può ottenere un risultato grandioso in modi differenti. Quando si vuole comunicare non ci sono difficoltà linguistiche di alcun tipo, perché esiste una comunicazione non verbale, molto efficace: quella corporea. Come risultato di quest’esperienza una duplice integrazione: disabilità e non disabilità, Italia e Brasile.

 
Cerca nel sito
 
 
Educare alla diversità

Il Servizio del Libro Parlato

Fuori contesto

La magnifica diversità dei simili

Qui si parla di… riabilitazione globale

Il progetto Web Me Too

 
 

di Aloisa Perini e Margherita Terrosi
(tratto dal numero di Aprile 2003 di FinestrAperta, giornale a carattere socio culturale della Uildm sezione laziale onlus)


Segnala tramite email >>