| Senatore, Lei pensa
che l’Anno Europeo possa essere davvero una occasione
importante per accelerare il processo di acquisizione
delle pari opportunità da parte delle persone
disabili?
Questo Anno è stato voluto dalla Commissione
Europea, che in collaborazione con il Forum Europeo
sulla Disabilità, ha ritenuto opportuno promuovere
manifestazioni, iniziative, eventi, allo scopo di mettere
l’opinione pubblica a stretto contatto con una
realtà che non può più essere sottovalutata
o, peggio, ignorata. Secondo i dati Istat solo il 16.3%
dei disabili in Italia ha un’occupazione e solo
il 6.5% va al cinema o a teatro. Sono dati significativi,
che riflettono una forma di discriminazione contro la
quale è necessario operare a livello politico-istituzionale.
Spesso la disabilità è stata ed è
ancora, qualcosa di cui non parlare, qualcosa di nascosto,
da vivere in famiglia, con dolore e difficoltà.
Questo Anno Europeo vuole essere un passo forte verso
un nuovo approccio: le persone disabili hanno diritto
alle stesse opportunità di tutti i cittadini,
devono essere create le condizioni affinché non
vi siano barriere architettoniche o culturali che impediscano
l’accesso a queste opportunità.
Il metro di valutazione del grado di civiltà
di una società moderna si misura attraverso la
sua capacità di adoperarsi per la tutela dei
diritti, della persona nella sua specifica identità.
Qual è la prima cosa da fare?
Superare l’indifferenza e la mancanza di sensibilità
e di attenzione. Le discriminazioni infatti spesso nascono
da scarsa conoscenza, da disattenzione da parte della
società. Ancora oggi il sostegno alla disabilità
si realizza prevalentemente attraverso la famiglia e
il volontariato, che svolgono un ruolo insostituibile,
ma non è sufficiente. E’ necessario che
tutta la società, dal cittadino ai rappresentanti
istituzionali, rifletta sul perché una categoria
numerosa di cittadini, sfortunatamente colpiti nella
loro salute, che partecipano a pieno titolo alla cosa
pubblica, debba subire spesso l’oltraggio dell’indifferenza
o, comunque, della scarsa considerazione in ordine alle
procedure di tutela specifica dei propri diritti. Da
qui occorre partire per progettare nuovi percorsi di
integrazione.
Qual è l’impegno assunto dal Governo
in occasione di questo Anno?
Il Governo, nell’inaugurare l’Anno
del disabile ha sottolineato la precisa volontà
dei rappresentanti istituzionali di inserire nell’agenda
dei lavori un programma di interventi a favore di questo
settore così delicato: è stato istituito
presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
un Organismo di Coordinamento Nazionale il quale, attraverso
fondi stanziati congiuntamente da UE e Governo Italiano
finanzierà e promuoverà progetti di lavoro
nell’ambito dello sviluppo della mobilità
e della conoscenza tecnologica ed informatica a favore
dei cittadini disabili. Inoltre è già
stata definita la tabella di realizzazione di un Testo
Unico che razionalizzi e semplifichi, come ogni cittadino
in verità si aspetta, tutta la normativa in materia
di legislazione sociale a favore dei cittadini portatori
di handicap. Ancora oggi siamo dinanzi ad una situazione
confusa e conflittuale tra gli enti, tanto che il 75%
dei Comuni ancora non ha dato delega né trasferito
competenze alle ASL.
Quali misure sono previste?
E’ stato previsto di assegnare un vaucer
(buono di assistenza) alle famiglie, che sarà
finanziato da un Fondo Unico dove saranno concentrate
tutte le risorse (Sportello Unico della disabilità).
Sono allo studio agevolazioni al coniuge del disabile
e dovrà prevedersi una contribuzione figurativa
per chi sceglie il part-time per poter assistere un
proprio familiare. Inoltre, dovranno essere introdotte
sanzioni per le aziende che non rispettano le normative
per le assunzioni dei disabili e bisognerà pensare
alla defiscalizzazione di tutti i costi di assistenza
alle persone disabili.
Più volte nel corso del Suo mandato Lei
ha affrontato il tema della disabilità…
Cito il Disegno di Legge per la concessione agli studenti
disabili delle scuole medie superiori delle analoghe
agevolazioni di cui usufruiscono gli alunni delle scuole
dell’obbligo e il Disegno di Legge riguardante
l’esercizio del diritto di voto dei disabili.
Ma mi sono occupato direttamente di alcuni casi particolarmente
significativi e indicativi delle difficoltà che
i disabili si trovano oggi ad affrontare. Ho portato
in Parlamento il caso di un bambino di 9 anni affetto
da una grave malattia i cui genitori si sono visti costretti
a ritirarlo da scuola a seguito della decisione del
Direttore dell’Istituto di negare l’orario
di sostegno goduto fino a quel momento e che aveva dato
ottimi risultati. Ho presentato inoltre un’interrogazione
riguardante la stazione ferroviaria di Latina, off limits
per i disabili. Sono solo esempi delle tante difficoltà
che ancora esistono e alle quali occorre dare risposte
concrete. Pensiamo all’urbanistica locale: esistono
ancora edifici commerciali e strutture pubbliche inaccessibili,
sono ancora limitate le strutture che consentono ai
disabili di svolgere attività sportive.
Handicap e sostegno alle famiglie: un binomio
indissolubile nel suo impegno politico quotidiano…
La famiglia assolve il ruolo di collante sociale
insostituibile e rappresenta il nucleo fondante della
nostra società. Alla famiglia occorre rivolgere
una attenzione basata non su logiche assistenzialistiche
o su misure frammentarie ma su un progetto strutturale
che faccia della famiglia il centro del sistema di protezione
sociale. L’obiettivo è quello di raddoppiare,
entro 10 anni, le risorse destinate ai servizi alla
persona; l’agenda sociale prevede sostegni ai
nuclei familiari con in casa persone non autosufficienti
e una maggior tutela e valutazione del mondo dell’handicap.
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