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Abbiamo incontrato il Sen. Riccardo Pedrizzi, Presidente della VI Commissione Finanze del Senato.

Una occasione per parlare dell’Anno Europeo dei Disabili, per conoscere il suo pensiero sul tema delle politiche a favore di una nuova cultura nei confronti della disabilità.

Senatore, Lei pensa che l’Anno Europeo possa essere davvero una occasione importante per accelerare il processo di acquisizione delle pari opportunità da parte delle persone disabili?
Questo Anno è stato voluto dalla Commissione Europea, che in collaborazione con il Forum Europeo sulla Disabilità, ha ritenuto opportuno promuovere manifestazioni, iniziative, eventi, allo scopo di mettere l’opinione pubblica a stretto contatto con una realtà che non può più essere sottovalutata o, peggio, ignorata. Secondo i dati Istat solo il 16.3% dei disabili in Italia ha un’occupazione e solo il 6.5% va al cinema o a teatro. Sono dati significativi, che riflettono una forma di discriminazione contro la quale è necessario operare a livello politico-istituzionale. Spesso la disabilità è stata ed è ancora, qualcosa di cui non parlare, qualcosa di nascosto, da vivere in famiglia, con dolore e difficoltà. Questo Anno Europeo vuole essere un passo forte verso un nuovo approccio: le persone disabili hanno diritto alle stesse opportunità di tutti i cittadini, devono essere create le condizioni affinché non vi siano barriere architettoniche o culturali che impediscano l’accesso a queste opportunità.
Il metro di valutazione del grado di civiltà di una società moderna si misura attraverso la sua capacità di adoperarsi per la tutela dei diritti, della persona nella sua specifica identità.


Qual è la prima cosa da fare?
Superare l’indifferenza e la mancanza di sensibilità e di attenzione. Le discriminazioni infatti spesso nascono da scarsa conoscenza, da disattenzione da parte della società. Ancora oggi il sostegno alla disabilità si realizza prevalentemente attraverso la famiglia e il volontariato, che svolgono un ruolo insostituibile, ma non è sufficiente. E’ necessario che tutta la società, dal cittadino ai rappresentanti istituzionali, rifletta sul perché una categoria numerosa di cittadini, sfortunatamente colpiti nella loro salute, che partecipano a pieno titolo alla cosa pubblica, debba subire spesso l’oltraggio dell’indifferenza o, comunque, della scarsa considerazione in ordine alle procedure di tutela specifica dei propri diritti. Da qui occorre partire per progettare nuovi percorsi di integrazione.

Qual è l’impegno assunto dal Governo in occasione di questo Anno?
Il Governo, nell’inaugurare l’Anno del disabile ha sottolineato la precisa volontà dei rappresentanti istituzionali di inserire nell’agenda dei lavori un programma di interventi a favore di questo settore così delicato: è stato istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali un Organismo di Coordinamento Nazionale il quale, attraverso fondi stanziati congiuntamente da UE e Governo Italiano finanzierà e promuoverà progetti di lavoro nell’ambito dello sviluppo della mobilità e della conoscenza tecnologica ed informatica a favore dei cittadini disabili. Inoltre è già stata definita la tabella di realizzazione di un Testo Unico che razionalizzi e semplifichi, come ogni cittadino in verità si aspetta, tutta la normativa in materia di legislazione sociale a favore dei cittadini portatori di handicap. Ancora oggi siamo dinanzi ad una situazione confusa e conflittuale tra gli enti, tanto che il 75% dei Comuni ancora non ha dato delega né trasferito competenze alle ASL.

Quali misure sono previste?
E’ stato previsto di assegnare un vaucer (buono di assistenza) alle famiglie, che sarà finanziato da un Fondo Unico dove saranno concentrate tutte le risorse (Sportello Unico della disabilità). Sono allo studio agevolazioni al coniuge del disabile e dovrà prevedersi una contribuzione figurativa per chi sceglie il part-time per poter assistere un proprio familiare. Inoltre, dovranno essere introdotte sanzioni per le aziende che non rispettano le normative per le assunzioni dei disabili e bisognerà pensare alla defiscalizzazione di tutti i costi di assistenza alle persone disabili.

Più volte nel corso del Suo mandato Lei ha affrontato il tema della disabilità…
Cito il Disegno di Legge per la concessione agli studenti disabili delle scuole medie superiori delle analoghe agevolazioni di cui usufruiscono gli alunni delle scuole dell’obbligo e il Disegno di Legge riguardante l’esercizio del diritto di voto dei disabili. Ma mi sono occupato direttamente di alcuni casi particolarmente significativi e indicativi delle difficoltà che i disabili si trovano oggi ad affrontare. Ho portato in Parlamento il caso di un bambino di 9 anni affetto da una grave malattia i cui genitori si sono visti costretti a ritirarlo da scuola a seguito della decisione del Direttore dell’Istituto di negare l’orario di sostegno goduto fino a quel momento e che aveva dato ottimi risultati. Ho presentato inoltre un’interrogazione riguardante la stazione ferroviaria di Latina, off limits per i disabili. Sono solo esempi delle tante difficoltà che ancora esistono e alle quali occorre dare risposte concrete. Pensiamo all’urbanistica locale: esistono ancora edifici commerciali e strutture pubbliche inaccessibili, sono ancora limitate le strutture che consentono ai disabili di svolgere attività sportive.

Handicap e sostegno alle famiglie: un binomio indissolubile nel suo impegno politico quotidiano…
La famiglia assolve il ruolo di collante sociale insostituibile e rappresenta il nucleo fondante della nostra società. Alla famiglia occorre rivolgere una attenzione basata non su logiche assistenzialistiche o su misure frammentarie ma su un progetto strutturale che faccia della famiglia il centro del sistema di protezione sociale. L’obiettivo è quello di raddoppiare, entro 10 anni, le risorse destinate ai servizi alla persona; l’agenda sociale prevede sostegni ai nuclei familiari con in casa persone non autosufficienti e una maggior tutela e valutazione del mondo dell’handicap.


 
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Anno Europeo dei Disabili un occasione da non perdere

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Sen. Riccardo Pedrizzi, Presidente della VI
Commissione Permanente Finanze e Tesoro del Senato
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