Una nuova Rivista. Tra le tante... E dal titolo strano, tutto da
spiegare.
“D.A.” sta per Dynamic Air, l’associazione Onlus che ha
voluto partire per questa entusiasmante e difficile avventura. Una realtà che
si impegna per una innovazione culturale nel modo di concepire la disabilità,
che promuove azioni e iniziative al fine di sensibilizzare l’opinione
pubblica e le istituzioni su temi fondamentali per la crescita di una società effettivamente
civile.
Perché una Rivista?
Perché è uno strumento attraverso il quale parlare,
dire cose, comunicare idee, manifestare pensieri. Il punto di partenza è il
concetto di limite. Perché quando si pensa all’handicap, così come
alla malattia, all’anzianità, si pensa ad una condizione di “mancanza”,
di impossibilità a fare qualcosa, di incapacità. E sempre in
senso negativo, ragionando per categorie.
Quello che Dynamic Air intende promuovere attraverso questa rivista è una
nuova cultura della diversità, dove il limite non sia altro che uno
stimolo ad andare oltre, dove non si ragioni più per contrapposizioni,
per separatezze, normale e diverso, abile e disabile, capace e incapace,
ma guardando ad ogni condizione umana proprio come un aspetto dell’”umanità”,
dell’essere persona.
Come si può pensare che esista normalità, quando esistono
così tante diversità?
E l’essere diversi è un patrimonio, non un limite,
una risorsa del vivere comune, una straordinaria occasione per costruire
un progetto di società in cui non si è “tutti uguali”,
ma anzi dove la diversità viene riconosciuta e non annullata.
Tutti siamo abili così come tutti siamo disabili. In qualcosa. E ad
ognuno devono essere garantite le condizioni indispensabili per una vita
dove le abilità vengono “scovate” e aiutate ad esprimersi.
Hanno collaborato e continuano a collaborare con “D.A.” tanti
nomi importanti, personalità di spicco, medici e giornalisti, docenti,
studiosi, rappresentanti istituzionali.
Si parla, nelle varie sezioni in cui la Rivista è suddivisa, di
temi, limite, diversa-abilità, malattia, handicap, che sono strettamente
legati tra loro da ben due fili: uno si chiama qualità della vita
e l’altro cultura. Perché una nuova cultura ed una continua
evoluzione verso il concetto di “centralità della persona”,
possono portare al miglioramento della qualità della vita, per ognuno
di noi. Per chi non vede, per chi è depresso, per chi ha l’asma,
per chi soffre di patologie croniche, per chi è vecchio, per chi è bambino.
I contributi propongono riflessioni personali, pensieri o esperienze relativamente
ai temi ai quali abbiamo accennato, o illustrano progetti e attività.
Oppure suggeriscono possibili strade da percorrere affinché si raggiunga
quell’obiettivo che per Dynamic Air è fondamentale: una nuova “impostazione
sociale” in cui tutti possiamo essere uguali nelle opportunità,
seppure diversi nelle caratteristiche personali, in maniera più o
meno visibile.
Invitandovi a leggere in questa ottica le pagine di “D.A.”, vorremmo
chiudere con una “provocazione”: nessuno pensi di essere normale.
E nessuno aspiri ad esserlo.